“La Germania paga le pensioni ai collaboratori nazisti”, l'imbarazzo di Berlino

Indagini partite dal Belgio ora coinvolgono anche Regno Unito, Olanda, Spagna e Svezia. Le ambasciate tedesche mettono le mani avanti: “Non ne sappiamo nulla”

Almeno trenta cittadini belgi starebbero ancora ricevendo una pensione di guerra per aver servito nei reparti Waffen (Combattenti) delle SS, organizzazione paramilitare del Partito nazista tedesco, durante l’invasione del Benelux all’inizio della seconda guerra mondiale. Le pensioni mensili, introdotte con un decreto del 1941 firmato da Adolf Hitler, sarebbero sfuggite per oltre 75 anni ai controlli delle autorità fiscali del Belgio, che ora chiede l’immediata interruzione del trattamento previdenziale e la pubblicazione della lista dei beneficiari.

Lo stop alle “pensioni SS” arriva in seguito alla denuncia del ricercatore Alvin De Coninck, figlio di un combattente della resistenza belga. Citando il lavoro di De Coninck, il canale RTBF ha spiegato che i pagamenti vanno dai 435 ai 1.275 euro al mese. D’altro canto, i sopravvissuti belgi ai campi di concentramento della Germania nazista ricevono 50 euro.

Rispondendo alle accuse, il ministero del Lavoro tedesco ha dichiarato che 18 persone in Belgio riceverebbero pensioni di guerra ma “non ci sono ex membri delle Waffen-SS” tra di loro. Non vengono però menzionati né i nomi dei pensionati né i motivi per i quali sarebbero beneficiari dei pagamenti.

La TV belga sostiene che pagamenti simili sono stati effettuati anche in Spagna, Svezia e Svizzera. Nei Paesi Bassi, lo storico Cees Kleijn riferisce che ci potrebbero essere 34 ex-collaboratori nazisti che ricevono pensioni governative tedesche. 

Le autorità belghe non sarebbero a conoscenza dell'identità dei pensionati, hanno spiegato i deputati belgi che hanno presentato la risoluzione, aggiungendo che lo scandalo coinvolgerebbe “il Regno Unito, dove anche gli ex SS ricevono pagamenti direttamente dai Länder [regioni] tedeschi senza che gli importi siano tassati o comunicati alle autorità britanniche”. L'ambasciata tedesca a Londra ha dichiarato di non avere alcuna informazione sulle accuse dei parlamentari belgi. 

"Ricevere una pensione per aver collaborato con uno dei regimi più sanguinari della storia è in chiara contraddizione con il lavoro di memoria e costruzione di pace del progetto europeo", afferma la risoluzione approvata all’unanimità dalla commissione Esteri del Parlamento belga.

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