I dati degli elettori a NationBuilder, il garante della privacy apre un'indagine sul Parlamento Ue

Strasburgo, che aveva attaccato Facebook per lo scandalo Cambridge Analytica, ora si trova sotto scrutinio per l'utilizzo del software statunitense che ha elaborato informazioni su 300mila cittadini durante le scorse elezioni europee

Nelle campagne elettorali di mezzo mondo ormai NationBuilder sta diventando uno strumento sempre più diffuso.

NationBuilder

Il software statunitense che incrociando i dati personali degli elettori per consentire ai politici di centralizzare, costruire e gestire campagne politiche integrando vari strumenti di comunicazione come siti Web, newsletter, messaggi di testo e canali di social media in un'unica piattaforma, nonché per lanciare campagne di finanziamento, è stato usato dagli attori politici più disparati. Dal presidente francese Emmanuel Macron a quello statunitense Donald Trump, al sindaco di Londra, il laburista Sadiq Khan, al premier britannico Boris Johnson e al leader del Brexit Party Nigel Farage, dalla lobby delle armi degli Stati Uniti ad Amnesty International.

L'indagine su Parlamento

E così anche il Parlamento europeo ha usato l'applicazione per elaborare i dati personali nell'ambito delle sue attività di sensibilizzazione al voto per le europee 2019. Ma per questa scelta l'Aula di Strasburgo, che un anno fa attaccava Facebook per lo scandalo Cambridge Analytica, è finito sotto indagine da parte del Garante europeo della protezione dei dati (Gepd) che vuole capire se sono state rispettate le norme sulla privacy dopo che NationBuilder ha elaborato per suo contro i dati personali riguardanti oltre 300mila persone. “La protezione dei dati svolge un ruolo fondamentale nel garantire l'integrità elettorale e deve pertanto essere trattato come una priorità nella pianificazione di qualsiasi campagna elettorale”, si legge in una nota del Gepd.

Buona cooperazione

"A partire da febbraio 2019 il Gepd ha agito in modo proattivo e ha deciso nell'interesse di tutte le persone nell'Ue di assicurare che il Parlamento Ue mantenga i più elevati standard durante la raccolta e l'utilizzo dei dati personali. Nel corso di questa indagine è stato incoraggiante vedere un buon livello di cooperazione tra il Gepd e l'Europarlamento”, ha affermato Wojciech Wiewiórowski, appena scelto come prossimo Garante europeo della protezione dei dati.

Strasburgo: "Garantita la protezione dei dati"

Da parte sua l'Europarlamento, attraverso il suo ufficio stampa, ha precisato di aver deciso di utilizzare “NationBuilder nel 2018 come progetto pilota per condurre una campagna di informazione in Ventotto Paesi e in ventiquattro lingue". "La protezione dei dati per noi è fondamentale. Ecco perché il nostro responsabile per la protezione dei dati è stato coinvolto sin dall'inizio". L'Eurocamera, assicura l'Ufficio stampa, "ha utilizzato solo funzionalità di base" e "non ha mai utilizzato funzionalità che consentono di incrociare i dati con terze parti esterne". “È ed è sempre stato molto importante per il Parlamento Ue", ha proseguito l'Ufficio stampa, "garantire una protezione ottimale dei dati dei cittadini nei loro contatti" con l'istituzione, oltre che "la piena conformità al regolamento sulla protezione dei dati". Il Parlamento Ue "sta cooperando con il Gepd" e "continuerà a farlo per chiarire ogni questione in sospeso".

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