M5s, "Giulia Moi è fuori": dopo Borrelli, un nuovo caso scuote la pattuglia grillina a Bruxelles

Non è ancora ufficiale, ma l'eurodeputata sarda avrebbe lasciato il movimento, assicurano fonti della delegazione 5Stelle al Parlamento Ue. Lei e l'ex vicepresidente Efdd sarebbero gli unici due parlamentari che non hanno firmato la liberatoria per il trattamento dei loro dati bancari.

Giulia Moi. European Parliament

Non c'è pace nella delegazione grillina al Parlamento Ue, continua il terremoto: "Giulia Moi è fuori", spiega una fonte pentastellata. Dopo l'addio dell'uomo forte David Borrelli, arriva una seconda scossa, per quanto d'assestamento e decisamente meno potente della prima. L'eurodeputata 46enne sarda vive di fatto già ai margini della delegazione M5s da 3 anni a questa parte. 

Il no alla liberatoria sui conti per far luce su rimborsopoli

Ma perché ora? Lo strappo definitivo verrebbe dal rifiuto a dare le propria liberatoria per il trattamento dei dati personali e bancari, un passaggio richiesto lunedì pomeriggio agli eurodeputati, figlio dello scandalo rimborsopoli e a cui si sarebbero sottratti solo Moi e Borrelli. La stessa accusa era stata mossa a suo tempo ai due ex Affronte (passato ai Verdi) e Zanni (passato alla Lega Nord). "Per chi ha dato la liberatoria non sarebbero emersi grossi problemi", fa notare sempre una fonte interna, "d'altronde - contestualizza - il versamento per gli eurodeputati era volontario". Secondo Repubblica mancherebbero invece 350 mila euro, oltre alle perizie sui conti di chi non ha firmato la liberatoria.

Lega e Verdi le 'terre promesse' per i transfughi?

Con l'addio ufficiale di Borrelli e quello ufficioso della Moi, destinati entrambi a finire, almeno per il momento, nel girone infernale dei Non Iscritti, continua quell'emorragia già iniziata a metà legislatura, a inizio 2017. Allora, dopo il fallimentare tentativo orchestrato proprio da Borrelli di traghettare la delegazione pentastellata nel gruppo europeista dei liberaldemocratici, erano Marco Affronte e Marzo Zanni a fare le valigie ed andarsene. Il primo approdava ai Verdi ed il secondo, come indipendente, all'Europa delle Nazioni e della Libertà, il gruppo della Lega Nord e del Front National. 

Anima imprenditoriale ed anima ecologista del Movimento

Sarebbero queste le due 'terre promesse' anche per i nuovi transfughi Borrelli e Moi? Il primo, al pari di Zanni, rappresenta la vena imprenditoriale del M5s, con in più un forte attaccamento sul territorio trevigiano e all'universo delle piccole e medie imprese venete. Ma da qui sancire che il nuovo Movimento pronosticato da Borrelli confluisca nella Lega, ce ne vuole, ancora.

Borrelli guarda a Zaia? La Lega smentisce

"Non mi risulta alcun contatto con noi", assicura uno dei responsabili del Carroccio a Treviso. Al di là delle smentite, le piste portano comunque in direzione centro-destra. Vediamo perché. Al di là di eventuali implicazioni nel caso rimborsopoli, è certo che Borrelli con i 5 Stelle era a fine mandato, non sarebbe più stato candidabile, oltra cosa che il nuovo soggetto politico che ha annunciato via facebook ieri abbia la massa critica per portarlo di nuovo a rivestire cariche pubbliche.

In quest'ottica un'alleanza sul territorio cambierebbe le sue sorti. E per sensibilità e reti relazionali Borrelli è certamente più vicino al centro-destra, guardando magari a Luca Zaia, che è per linea politica assai diverso da Matteo Salvini, ed alle mutazioni della Lega nella sua Treviso.

La pista Verde

Per la Moi il futuro è insondabile, non ha lo stesso percorso di Borrelli sia in ambito locale che europeo. Altra cosa sarebbe se dovesse uscire dalla delegazione pentastellata al Parlamento Ue Dario Tamburrano. E' dal gennaio 2017 che si parla di un suo abbandono, ma per ora alle voci non sono mai seguiti i passi. Per lui sarebbe naturale un ingresso nei Verdi, la via già aperta da Affronte, ma questa è un'altra storia.  

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