Libia, l'Ue risponde alla Turchia: missione a Tripoli il 7 gennaio

L'Alto rappresentante di Bruxelles visiterà la capitale libica insieme a Di Maio e ai ministri degli Esteri di Francia, Germania e Regno Unito. Lo stesso giorno, Ankara potrebbe dare il via libera all'invio di truppe a sostegno del governo di al-Serraj

L'Unione europea prova a fermare lo scoppio di una guerra civile (e per procura) in Libia. E lo fa cercando una soluzione diplomatica che possa mettere intorno allo stesso tavolo i vari attori che si contendono il Paese nordafricano, in particolare il premier Fayez al-Serraj, il cui governo di accordo nazionale con sede a Tripoli è l'unico riconosciuto ufficialmente dall'Onu, e il generale Khalifa Haftar, che controlla la Cirenaica. 

Haftar, sostenuto da Russia e Egitto, ma anche senza pochi veli dalla Francia, da aprile continua a muovere le sue truppe verso Tripoli. E da qualche giorno ha deciso di sferrare l'attacco finale al governo di al-Serraj. Il quale, temendo di non ricevere un adeguato sostegno dalle forze finora più vicine, compresa l'Italia, ha pensato bene di siglare una serie di accordi con la Turchia: in sostanza, Tripoli ha concesso ad Ankara di agire su una zona del Mediterraneo strategica per accedere ai giacimenti di gas finora in mano a Cipro (e quindi all'Ue), ottenendo in cambio la promessa dell'invio di truppe turche sul campo per respingere l'assalto di Haftar. 

Quello turco è il secondo esercito della Nato e il suo coinvolgimento potrebbe far precipitare la situazione, trasformando la Libia nella nuova Siria, ossia in un campo di battaglia dove alla guerra civile si sovrappone quella per procura di forze straniere. Tra tutte la Russia, alleata di Haftar, e la già citata Turchia. Ankara dovrebbe dare il suo ok all'invio di truppe il 7 gennaio. Lo stesso giorno in cui l'Ue potrebbe inviare una sua missione a Tripoli per provare a fermare il conflitto e cercare una soluzione diplomatica. 

La proposta di una missione europea in Libia avanzata nei giorni scorsi dal ministro degli Esteri italiano, Luigi Di Maio, ha ricevuto il primo ok dei suoi omologhi europei, ma è ancora tutto in definizione. Lo riferiscono fonti della Farnesina dopo che l'Alto rappresentante dell'Unione europea per la politica estera, Josep Borrell, aveva annunciato in una telefonata con il ministro degli Esteri di Tripoli, Mohamed Taher Siala, che la visita si terrà il 7 gennaio prossimo. Con lui ci saranno, oltre a Di Maio, anche i capi della diplomazia di Francia, Germania e Regno Unito. "Si tratta di un importante passo avanti ma stiamo ancora definendo alcuni dettagli. L'unica soluzione possibile alla crisi libica è politica e non militare", spiegano sempre dalla Farnesina.

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