Il ministro di un (ex) paradiso fiscale a capo della Zona Euro? 

Secondo il Financial Times, il lussemburghese Gramegna in pole per il dopo Dijsselbloem 

Il ministro lussemburghese delle Finanze Pierre Gramegna all'Eurogruppo / Ebs

Potrebbe essere il ministro delle finanze lussemburghese, Pierre Gramegna, il prossimo presidente dell'Eurogruppo. Lo scrive il Financial Times, citando fonti diplomatiche. Gramegna sarebbe il più serio candidato per i guidare i ministri delle Finanze della Eurozona "per le sue vedute moderate e per essere uno dei ministri europei con la più lunga esperienza". Inoltre, aggiunge il Financial Times, come il presidente uscente Dijsselbloem, il ministro lussemburghese non è membro del gruppo del partito di centrodestra, il partito Popolare europeo e "questo viene visto come un asset da parte degli altri gruppi politici europei, preoccupati per i troppi posti di potere occupati" all'interno della Ue "da esponenti del Ppe". 

Il mandato di Dijsselbloem dovrebbe scadere a gennaio e dovrebbe definire la nomina del suo successore nella riunione dell'Eurogruppo di oggi a Bruxelles. Si prevede che i ministri voteranno a scrutinio segreto a dicembre. 

Gramegna sarebbe il secondo lussemburghese a prendere la guida dell'Eurogruppo (istituito nel 2005): in precedenza, per quasi 7 anni, il ruolo è stato ricoperto da Jean-Claude Juncker, attuale presidente della Commissione europea. Juncker è stato spesso criticato per aver guidato un paese, il Lussemburgo, che di fatto è stato una sorta di paradiso fiscale per alcune multinazionali, che hanno potuto godere di vantaggiosi accordi sulle tasse che sono finiti nel mirino dello stesso Esecutivo Ue. Inevitabile, adesso, che le stesse critiche accompagneranno l'eventuale candidatura di Gramegna, dal momento che uno dei nodi da sciogliere per il futuro dell'Eurozona è proprio l'armonizzazione dell'imposizione fiscale delle imprese. 

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