Milano “in pole” per ospitare l’Agenzia Ue del farmaco. Ma c'è l'incognita "Merkel"

Il capoluogo lombardo in corsa per ospitare l'European Medicines Agency. Deve vincere la concorrenza di big come Barcellona, Amsterdam e Copenaghen. Ma per Maroni, anche le mire geopolitiche della Germania

Il presidente di Regione Lombardia Roberto Maroni a Palazzo Pirelli con il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni alla presentazione del Dossier della candidatura di Milano per ospitare la sede di Ema, l'agenzia europea del farmaco, Milano, 24 luglio 2017. ANSA

"La Merkel ha un disegno egemonico sull'Europa, comprese anche le agenzie europee” e sulla destinazione dell’Ema, l’European medicines agency, aveva già un’idea chiara che non coincideva con quella dell’Italia, che ha candidato Milano. Ecco perché “l’indebolimento della Cancelliera” causato dalle recenti elezioni tedesche “potrebbe aiutare” il capoluogo lombardo. E’ il ragionamento “geopolitico” del presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, uno degli sponsor della candidatura di Milano a sede dell’Ema, l’agenzia europea del farmaco che oggi si trova a Londra e che, dopo la Brexit, dovrà traslocare all’interno dei nuovi confini Ue. 

La speranza italiana

La speranza di Maroni e di un bel pezzo della politica italiana (e non solo) è che sbarchi a Milano, più precisamente negli uffici del Pirellone (“non lucreremo sull’affitto”, ha assicurato il governatore). Ma la concorrenza è “durissima”, ammettono all’unisono il governatore lombardo, il sindaco di Milano Beppe Sala e la ministra della Salute Beatrice Lorenzin, tutti e tre insieme a Bruxelles per la presentazione ufficiale della candidatura italiana all’Ema.

Milano candidata italiana all'Ema

Le avversarie di Milano

Insieme a Milano ci sono, tra le tante, Barcellona, Copenaghen, Stoccolma, Vienna, Bratislava ed Amsterdam. Per la Lorenzin, pero’, “Milano è l'unica che ha una sede pronta, chiavi in mano, pacchetto, bellissima, funzionale, con una cinquantina di milioni di euro che il ministero ha nel cassetto, pronti ad essere tirati fuori, già finanziati, già nella legge di bilancio" . Ecco perché, se nella scelta si seguiranno "criteri tecnici e oggettivi", Milano è in pole position.  

L'incognita dei criteri geopolitici. E del voto tedesco

Ne è convinto anche il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Sandro Gozi: “C'è una buona notizia, quella che certamente Milano è una delle sedi più competitive dal punto della capacità tecnica ed economica. La cattiva notizia è che c'è chi pensa ai criteri geopolitici anziché all'interesse generale dei cittadini”

Criteri “geopolitici” dietro i quali, secondo Maroni, ci sarebbe per l’appunto la cancelliera Merkel. “Non so se Angela sia interessata alla partita, ma di sicuro non è indebolita dopo il voto in Germania”, dice un eurodeputato che sta seguendo da vicino le trattative sull’Ema. “La verità – prosegue – è che ci sono città come Copenaghen e Stoccolma che sono ideali per ospitare l’agenzia. A prescindere dalla Merkel”. 

Decisione finale a novembre

La Commissione Ue pubblicherà una valutazione delle offerte il 30 settembre, basandosi sui criteri stabiliti dai 27 paesi nel Consiglio europeo a giugno. La decisione finale avverrà a novembre con un voto a 27 al Consiglio Affari generali. 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Naufragio fece 1000 morti, Corte Ue: “Italia risarcisca”

  • “Vietata la bandiera italiana al Parlamento europeo”, la Lega attacca Sassoli

  • Smog, Italia è il secondo Paese Ue più inquinato dopo la Romania

  • “No alle bombe nucleari Usa a casa nostra”. Scoppia il caso in Belgio, ma riguarda anche l’Italia

  • "Proteggere le giovani donne dall'immigrazione": Austria verso stop a velo nelle scuole

  • “Se studi il Comune ti cancella i debiti”, l'iniziativa per 'salvare' i giovani disoccupati

Torna su
EuropaToday è in caricamento