Migranti, il pressing di Conte e Salvini non funziona: “Niente svolta su sbarchi a summit Ue”

Il vertice si terrà giovedì a Salisburgo. La rabbia del presidente Tusk: “Tra i Paesi europei c'è chi vuole usare la crisi, così non ci sarà mai soluzione” 

Il premier Conte e il cancelliere austriaco Kurz a Palazzo Chigi

Il nuovo round di trattative per sbloccare lo stallo europeo in tema di gestione dei migranti è atteso per giovedì a Salisburgo, in occasione del vertice dei leader Ue. Il premier Giuseppe Conte presenterà le sue proposte sugli sbarchi “legati alla missione Sophia, che sono conosciute, poiché “sono state discusse durante l'estate”. Ma, fanno sapere fonti Ue raccolte dall'Ansa, “non ci aspettiamo ci sia una svolta” sul punto.

In altre parole, il pressing di questi mesi del governo e in particolare del ministro degli Interni Matteo Salvini, a parte polveroni di polemiche e prove di forza contro ong e migranti, non ha ancora prodotto risultati concreti. E molto probabilmente non ne porterà al summit di Salisburgo. La richiesta italiana è sempre la stessa: chi sbarca sulle nostre coste, va redistribuito subito anche negli altri Paesi europei. E gli sbarchi della missione Ue Sophia non devono essere effettuati solo in Italia. 

L'incontro con Kurz

Su questi punti, il lavoro di Conte prosegue. Oggi, il premier ha incontrato il cancelliere federale austriaco, Sebastian Kurz, a palazzo Chigi. Kurz si è detto molto contento che "l'Italia sia riuscita a ridurre notevolmente il flusso di migranti verso il proprio territorio, con circa l'80 per cento in meno di arrivi rispetto allo scorso anno. E' positivo per l'Italia, per l'Austria, per l'Unione europea.

Bisogna trovare una soluzione complessiva europea, non siamo arrivati là dove volevamo, ma la direzione è quella giusta". Per il leader austriaco, occorre “migliorare e rafforzare il mandato di Frontex. Occorre cooperare meglio con i paesi di origine e di transito dei migranti, e non solo con la Turchia”. Un chiaro riferimento ai paesi del Nord Africa, Libia in testa. Ma, come dicevamo, le parole per il momento restano solo parole.  

Il monito di Tusk

Non a caso, il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, nella sua lettera di invito ai leader Ue prima del vertice di Salisburgo, ha sottolineato la difficoltà di fare passi avanti comuni:  "Lo sforzo per mettere fine alla crisi delle migrazioni è un compito comune di tutti gli Stati membri e delle istituzioni Ue. Voglio dirlo apertamente: se alcuni vogliono risolvere la crisi, mentre altri vogliono usarla, rimarrà insolubile". 

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