L'Unione europea pronta a pagare gli Stati per ogni migrante salvato in mare

Secondo il Financial Times Bruxelles vuole offrire 6mila euro per ogni persona accolta. Salvini: "Non vogliamo l'elemosina, noi vogliamo chiudere i flussi in arrivo"

ANSA/ MARCO COSTANTINO

Per convincere gli Stati membri a fare la propria parte nell'accoglienza dei migranti l'Unione europea è pronta a offrire 6mila euro per ogni persona che verrà accolta dopo essere stata salvata dai barconi alla deriva nel Mediterraneo. Sarebbe questo il piano di Bruxelles, secondo quanto scrive il Financial Times, per alleggerire la pressione sul nuovo esecutivo italiano e porre fine allo scontro in atto con la chiusura dei porti alle imbarcazioni che compiono salvataggi in mare.

La creazione di "centri controllati"

Le proposte comprenderebbero un aiuto economico per la creazione di "centri controllati" per gli Stati membri che accettano di allestirli sul proprio territorio. La Commissione pagherà per i migranti - fino a un massimo di cinquecento - che sono portati in salvo dai barconi alla deriva in mare, ha spiegato al Financial Times un responsabile informato sui negoziati. La Spagna, scrive il quotidiano, dovrebbe essere la principale beneficiaria di questo piano, visto che solo la settimana scorsa ha accolto oltre 1.200 migranti che cercavano di attraversare il Mediterraneo. La Commissione aiuterebbe l'intero processo fornendo "il pieno appoggio dell'Ue e delle sue Agenzie", incluso il pagamento degli stipendi di guardie di frontiera e degli agenti di polizia impiegati allo scopo, attingendo dal bilancio comune dell'Unione Europea. I paesi che ospiteranno questi nuovi "centri controllati" potranno decidere se essi saranno "su base temporanea" e se debbano essere "chiusi" o "aperti", anche se dovranno comunque rispettare gli standard internazionali in materia di diritti umani. La Commissione infine, sempre secondo il FT, chiederà ai Paesi membri di istituire "al più presto" i primi "centri pilota".

Salvini: "Non vogliamo l'elemosina"

La proposta dovrebbe essere discussa domani, mercoledì 25 luglio, dagli ambasciatori permanenti a Bruxelles dei 28 paesi dell'Unione Europea. Ma dall'Italia è arrivato già il primo 'no'. "Se vogliono dare soldi a qualcun altro lo facciano, l'Italia non ha bisogno di elemosina", è stato il commento del ministro dell'Interno Matteo Salvini, secondo cui "l'ipotesi non esiste”, anche perché “nel corso del tempo ogni richiedente asilo costa tra i 40mila e i 50mila euro". Dunque Bruxelles, ha aggiunto il ministro, "l'elemosina se la può tenere. Noi vogliamo chiudere i flussi in arrivo per smaltire l'arretrato di centinaia di migliaia di presenze. Non chiediamo soldi ma dignità e ce la stiamo riprendendo con le nostre mani".

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