Migranti, presto ci saranno charter Ue per i rimpatri. E Mogherini chiede aiuto all'Unione africana

Lo ha annunciato il direttore di Frontex, Leggeri: “Molti non ottengono asilo ma restano, situazione preoccupante”. L'Alta rappresentante: "Serve impegno congiunto sulla Libia"

In Europa c'è "un grosso scarto tra il numero di migranti che chiedono protezione internazionale e quelli che poi effettivamente la ottengono”. Una situazione “preoccupante” contro la quale l'Ue sta portando avanti una politica di rimpatri. Che a breve avrà il sostegno di una flotta di aerei chiarter gestiti direttamente da Bruxelles.Ad annunciarlo è stato oggi al Parlamento europeo Fabrice Leggeri, direttore di Frontex, l'agenzia della guardia costiera e di frontiera dell'Ue.

"La politica dei rimpatri - ha dichiarato - è un elemento della gestione della migrazione, ed è ormai parte del mandato di Frontex, che è stato ampliato l'anno scorso”. Una politica che ha prodotto i primi risultati, secondo Leggeri: quest'anno ci sono stati “oltre 300 voli di rimpatrio". Si tratta di voli coordinati da Frontex ma attuati direttamente dai singoli Stati membri. A breve, ha annunciato Leggeri, sarà la stessa Frontex ad occuparsi di una parte dei rimpatri, organizzando dei voli charter

Del resto, il direttore dell'agenzia europea di frontiera si è detto preoccupato per l'alto numero di migranti sbarcati in Europa che non hanno ottenuto l'asilo e che dunque dovrebbero essere destinati al rimpatrio. Su questo punto, è interventuta anche l'Alta rappresentante dell'Ue, Federica Mogherini, che ha avanzato la richiesta di una cooperazione tra l'Unione africana, l'Oim e la stessa Ue per accelerare i rimpatri volontari verso i paesi di origine dei migranti che si trovano in Libia. 

Nel suo incontro con il presidente della commissione dell'Unione africana Moussa Faki Mahamat, in vista del summit di Abdjan tra Ue e Africa, Mogherini ha evidenziato la necessità di garantire la tempestiva cooperazione da parte dei paesi di origine, e di contattare in modo congiunto le autorità libiche per incoraggiarle a facilitare Oim e Unhcr ad entrare nei centri di detenzione in Libia, per rafforzare il livello di assistenza e organizzare i rimpatri.

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