Migranti, Pd contro 5Stelle che a loro volta attaccano Salvini: a Strasburgo va in scena la campagna elettorale

"Scandaloso”, “traditori”, “miopi”. Scambi di accuse al Parlamento europeo tra i vari deputati italiani. Che lasciano sullo sfondo il tema più importante: il futuro di migliaia di uomini, donne e bambini che chiedono asilo

Fonte: European Union

Il tema ha per titolo “Regolamento di Dublino”. Tradotto per chi ha meno dimistichezza con le leggi Ue stiamo parlando di quelle norme che l'Italia contesta da anni e in base alle quali il grosso dei richiedenti asilo che arrivano in Europa resta bloccato nel nostra paese, anche se la maggior parte di loro vuole (e puo') essere spostato in un altro Stato Ue. Ebbene, il Parlamento di Strasburgo ha approvato un testo che di fatto apre la porta alla riforma di questo sistema. Pd, sinistra e Fi hanno votato a favore, M5S contro, mentre la Lega si è astenuta. 

La cronaca si potrebbe fermare anche qui, se non fosse che il voto (che l'Italia attendeva da tempo) ha subito lasciato il posto a un nuovo round di scontro politico. Che poco ha a che fare con l'Europa e con il futuro di migliaia di uomini, donne e bambini che chiedono asilo, ma tanto con le prossime elezioni nazionali. 

Stando alla cronologia dei comunicati stampa, a sferrare il primo colpo è stato il Pd, con il duo di eurodeputate Toia-Kyenge: “E' uno scandalo il voto di oggi degli eurodeputati grillini a Strasburgo che si sono schierati contro la richiesta di riforma del Regolamento di Dublino. Grillo e Di Maio non perdono occasione per creare allarmismo sull'immigrazione e tuonare contro l'Europa e poi difendono le regole che scaricano sull'Italia tutto il peso degli sbarchi con l'assurdo principio del Paese di primo ingresso. Chi sbarca in Italia sbarca in Europa e tutti gli Stati membri devono farsene carico. Se Di Maio è contrario vada a fare campagna elettorale in Ungheria”.

A stretto giro di posta, arriva l'offensiva del Movimento 5 Stelle. Che pero' mette tra parentesi il Pd e si fionda su Salvini e la Lega Nord, rei di essersi astenuti sul voto: “E' l’ennesima genuflessione di chi non vuole schiacciare i piedi al padrone Berlusconi. La nuova riforma è una gabbia perché obbliga l’Italia a gestire tutti i migranti economici arrivati. Per loro, non è previsto nessun ricollocamento, nessuna solidarietà europea, nessuna condivisione degli oneri. È quello che voleva la Merkel. Forza Italia e Pd hanno voluto l’ennesima truffa per gli italiani che pagheremo a caro prezzo negli anni a venire. La Lega si è accodata perché brama solo le poltrone, come dimostrato dal voto sul Rosatellum. Chi vota Lega sa cosa realmente votano in aula i parlamentari di quel partito?”

E' chiaro che, stando anche al rifiuto di Di Maio di fare un dibattito tv con Renzi, il mirino dei 5Stelle per le prossime elezioni si è spostato sulla Lega e Forza Italia. Da quelle parti, si è espressa subito dopo il voto Lara Comi, forzista e vicepresidente del gruppo parlamentare Ppe: “Grazie alla collega Mussolini, Forza Italia ed il Ppe hanno vinto una nuova battaglia per i cittadini”. Dimenticando che a votare a favore è stato quasi tutto l'arco costituzionale, dall'estrema sinistra fino alla destra. E sorvolando sul fatto che, tra i voti contrari, il grosso arriva proprio dal suo gruppo, il Ppe. 

Insomma, la campagna è aperta. I temi centrali diventando secondari. E sui fatti la verità stenta a farsi strada. Per dirla con le parole di Elly Schlein, eurodeputata di Possibile, oggi a Strasburgo si è assistito a "un tatticismo esasperato da giocare in chiave tutta nazionale che tradisce, però, la miopia di chi non solo non pensa al futuro dell’Europa, ma neanche al presente dell’Italia”. Parole che Schlein rivolge al M5S. Ma che potrebbero benissimo allargarsi ad altri partiti.

P.s: per chi volesse saperne di più su cosa prevede il nuovo testo, vi rimandiamo a un nostro precedente articolo.
 

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