“Migranti da noi? Solo se sono pochi”, la Germania fissa i paletti con l'Italia

Il ministro degli Interni Seehofer paventa una possibile uscita dal piano di redistribuzione dei migranti tra Paesi Ue. La presa di posizione arriva dopo una polemica interna allo stesso partito di maggioranza, diviso tra doveri di solidarietà e timori del "pull factor"

La Germania si interroga riguardo al “pull factor”, letteralmente il fattore di spinta, che convincerebbe più migranti a tentare la traversata del Mediterraneo in presenza di un contesto politico a loro meno ostile. Una paura, quella degli arrivi in massa, che ha costretto oggi il ministro degli Interni, Horst Seehofer, a precisare che qualora il numero di migranti soccorsi a largo dovesse rapidamente aumentare, la Germania potrebbe ritirarsi dal meccanismo provvisorio di emergenza per la ripartizione dei profughi nell’Ue che ha concordato con Italia, Francia e Malta. Il ritiro tedesco sarebbe una doccia fredda per Roma e La Valletta, che verrebbero nuovamente “lasciate sole” di fronte a una nuova possibile crisi migratoria, eventualità non troppo remota considerando le nuove tensioni in Siria dovute al ritiro delle truppe americane. 

La clausola

Come riferito dal quotidiano Frankfurter Allgemeine Zeitung, Seehofer ha affermato, a margine del Consiglio Giustizia e Affari interni dell'Ue in corso a Lussemburgo, che il piano per la redistribuzione dei migranti nell'Ue elaborato da Germania, Italia, Francia e Malta prevede una clausola per evitare che l'iniziativa serva da incentivo ai trafficanti di esseri umani. A tal riguardo, il politico tedesco ha osservato come, se i migranti diretti in Europa attraverso il Mediterraneo divenissero “centinaia di migliaia, posso affermare che il meccanismo di emergenza è finito”. 

Le tensioni in Germania

La presa di posizione di Seehofer arriva al termine di una dura polemica anche interna allo stesso partito di maggioranza che tiene in piedi il Governo di Angela Merkel. La leader della Cdu, Annegret Kramp-Karrenbauer, aveva infatti puntato il dito contro gli accordi, come quello di Malta (che vede già la paerplessità di diversi Paesi) che possono costituire un incentivo per l'immigrazione clandestina. Seehofer, tra i promotori dell'intesa, aveva risposto a muso duro sostenendo che l’intesa non avrebbe rappresentato alcun “fattore di attrazione” di migranti ed che era persino “imbarazzante” doverne discutere, davanti a numeri così bassi. La marcia indietro del titolare degli Interni evidenzia quindi l’esigenza espressa dal suo stesso partito di non abbassare la guardia nei confronti degli arrivi dal Mediterraneo. 

L'iniziativa degli Stati

Il ministro dell'Interno tedesco ha poi precisato di non aspettarsi alcuna decisione del Consiglio Giustizia e Affari interni sul piano di redistribuzione dei migranti nell'Ue. “Si tratta di informare” gli altri Stati membri dell'iniziativa di Germania, Italia, Francia e Malta, ha infatti spiegato Seehofer. 

Scarso interesse degli altri Paesi

Il ministro dell'Interno tedesco ha aggiunto: “Vedremo nelle prossime settimane e mesi quali Paesi sono pronti a partecipare, ora non è necessario che 27 Stati membri dicano di sì”. Come nota il Frankfurter Allgemeine Zeitung, gli altri Stati dell'Ue “hanno finora manifestato scarso interesse a partecipare” al meccanismo di ripartizione dei migranti concordato da Germania, Italia, Francia e Malta.

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