May: "Basta europei in cerca di lavoro, solo professionisti", ma il piano è più soft delle parole

La premier fa la voce grossa sulla libertà di movimento ma l'ala dura del partito promette battaglia contro un progetto di Brexit che ritiene troppo morbido. Trump: "Non credo sia quello per cui hanno votato i britannici"

Foto Ansa

Theresa May ha presentato il suo piano per la Brexit. Si tratta di un piano che, ha promesso, significherà una "fine vera alla libertà di movimento" dei cittadini Ue verso il Regno Unito. In un intervento sul popolare tabloid Sun la premier britannica ha spiegato: “Non sarà più consentito alle persone di arrivare dall'Europa nella vana speranza che possano trovare un lavoro”, anche se “accoglieremo sempre i professionisti qualificati che aiutino la crescita del nostro Paese, dai medici alle infermiere, dagli ingegneri agli imprenditori, ma per la prima volta da decenni avremo il pieno controllo delle nostre frontiere”. Insomma dopo il divorzio “sarà il Regno Unito e non Bruxelles a decidere chi può lavorare e vivere qui”.

Trump: "Non è quello per cui hanno votato i britannici"

Parole dure quelle usate da May, per provare a convincere l'ala dura del suo partito, che però invece guarda al testo e affermano che è troppo morbido promettendo battaglia in Parlamento. E ci si è messo pure Donald Trump a sottolinearlo. "La gente ha votato rompere” con l'Ue “quindi immagino che è quello che farebbero, ma forse stanno prendendo una strada diversa e non sono sicuro che sia quello per cui hanno votato", ha detto il presidente statunitense al suo arrivo a Londra dove resterà due giorni in visita ufficiale.

L'Ue: "lo analizzeremo"

"Analizzeremo il Libro Bianco sulla Brexit con gli Stati membri della Ue e con i partner europei, alla luce delle linee guida della Commissione europea", ha affermato in un tweet, il negoziatore Ue per la Brexit Michel Barnier aggiungendo che “l'offerta dell'Ue è quella di un accordo ambizioso sul libero scambio e una cooperazione effettiva su un'ampia serie di temi, inclusa una forte partnership sul tema della sicurezza”.

Concesse "mobilità del lavoro" e ingressi senza visto

Il documento di 94 pagine afferma che bisogna riconoscere la "profondità della relazione e gli stretti legami tra i popoli del Regno Unito e dell'Ue" e sul movimento dei lavoratori dopo il divorzio afferma che "il futuro partenariato economico dovrebbe fornire accordi reciproci, coerenti con la fine della libera circolazione", comprese misure che "supportano le imprese a fornire servizi e spostare i loro talenti". Nel testo si riconosce la possibilità ai migranti dell'Ue di lavorare nel Regno Unito senza visto su base "temporanea" per un tempo ancora non definito nell'ambito di un regime di "mobilità del lavoro".

Le agenzie e i dazi

Il Regno Unito propone poi di continuare a partecipare alle agenzie comunitarie in settori come i prodotti chimici, la sicurezza aerea e i medicinali e ipotizza un accordo doganale in cui Londra raccoglierà per un periodo di tempo le tariffe per conto dell'Ue per le merci provenienti da altre parti del mondo, in modo da evitare le dogane in nord Irlanda, fino a quando non avrà messo a punto un nuovo sistema per evitare l'hard border. Si parla inoltre di una nuova politica più flessibile sui servizi, in cui Londra stabilirà le proprie regole e il Regno Unito e l'Ue "non avranno gli attuali livelli di accesso ai rispettivi mercati".

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Commenti (2)

  • Purtroppo anche l’inghilterra Che per prima ha aperto alla multietnicità, si è resa conto del grave errore commesso e sta cercando di tirare i remi in barca. L’accozzaglia di etnie che vivono nei quartieri popolari delle City inglesi, che anche a distanza di decenni non si sono integrate con la Società anglosassone, fa riflettere, ed è una triste riflessione che ha spostato l’ago del Referendum, a favore di una uscita dell’Inghilterrs dalla UE.

  • sono convinto che, se tornassero a votare un referendum, cambierebbero idea...

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