Conferenza sul marxismo nel giorno dello sciopero all'università, e scoppia la polemica

Una presentazione di un libro sullo storico di sinistra Hobsbawm mentre i lavoratori delle pulizie incrociavano le braccia. Il sindacato: “Lui sarebbe stato dalla nostra parte”

La tomba di Karl Marx - Ansa EPA/FACUNDO ARRIZABALAGA

Il marxismo e i marxisti che ignorano le lotte per i diritti della classe operaia. Sembra impossibile, ma è così. Non si tratta di revisionismo storico né di un ravvedimento politico, ma del caso scoppiato a Londra dopo che un accademico ha insistito per presentare un libro su Eric Hobsbawm, storico marxista, proprio nel giorno in cui i lavoratori avevano deciso di incrociare le braccia accusando l'ateneo di sfruttamento.

Il curioso incidente si è consumato all’università di Londra quando sir Richard Evans, professore emerito di storia all’università di Cambridge, ha organizzato la presentazione della pubblicazione nel bel mezzo di una manifestazione interna tenuta da personale esterno e addetti alle pulizie che chiedevano migliori condizioni di lavoro. Una svista? A giudicare dalle reazioni degli interessati sembrerebbe di no. “È deludente che questi autorevoli accademici abbiano scelto di ignorare il boicottaggio per parlare di uno storico marxista che siamo sicuri sarebbe dalla nostra parte in questa lotta”, ha sostenuto Maritza Castillo Calle, presidente della sezione universitaria di Iwgb, il sindacato britannico dei lavoratori autonomi.

Immediata la risposta del ‘circolo degli accademici’. Da parte di Evans non c’è nessun 'boicottaggio' della lotta. Al contrario, tenere quella presentazione nel giorno di un protesta per maggiori diritti, ha spiegato il circolo, è utile a “dare maggiore attenzione all’evento” e all’argomento di discussione.

Alla fine l’attenzione è stata attirata, finendo però tutta sui sistemi di reclutamento dell’ateneo britannico, che si affida troppo a personale esterno per servizi essenziali. Una politica che non piace a molti tra accademici e politici. Insomma l’episodio si è trasformato in un vero e proprio autogol per l’università. Marx probabilmente ne sarebbe stato felice.

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