Italia isolata sulla manovra a Bruxelles, tutti i leader la criticano al Vertice

Non solo i falchi tedeschi ma anche Paesi come Croazia e Lituania bacchettano il governo Conte. Dalla Commissione intanto arriva una dura lettera che parla di “deviazione senza precedenti”

Foto European Council

Giuseppe Conte giura che quella italiana “è una manovra molto bella”, peccato che in Europa non piaccia a nessuno. Il vertice dei capi di Stato e di governo dell’Ue, registrato il mancato accordo sulla Brexit e i mancati passi avanti nella riforma del sistema comune di asilo, vede spostare il dibattito sul progetto di legge di bilancio dell’Italia. Il presidente del Consiglio ha cercato di illustrarne la portata positiva, ma senza risultato. Nella due giorni di lavoro che anticipa il vertice Asem tra Paesi europei e Paesi asiatici, praticamente nessuno ha dato credito all’Italia che si è trovata sotto l'attacco incrociati di due istituzioni comunitarie.

La lettera

Proprio oggi il progetto di bilancio è stato criticato da una lettera inviata a Roma dalla Commissione europea in cui si afferma che la manovra porta a una "una deviazione senza precedenti nella storia del Patto di stabili e di crescita". Nella missiva firmata dal vicepresidente della Commissione, Valdis Dombrovskis, e dal commissario agli Affari economici, Pierre Moscovici, e indirizzata al ministro dell'Economia, Giovanni Tria, si parla di un "inadempimento particolarmente grave rispetto agli obblighi di politica di bilancio previsti dal Patto di Stabilita' e Crescita".

Italia isolata

E tra i leader Ue nessuno si schierato a fianco del nostro Paese. Il più duro è stato senza dubbio il cancelliere austriaco, Sebastian Kurz. “Sono uno strenuo difensore dei criteri di Maastricht”, quelli che prevedono di tenere entro il 60% il rapporto debito/Pil ed entro il 3% il rapporto deficit/Pil. “Ho visto che in passato sono state fatte eccezioni per Stati membri più grandi”. Tradotto: l’Italia ha già infranto più del dovuto le regole, e una manovra troppo espansiva intesa ad aumentare il deficit non è tollerabile. Un messaggio recapitato in modi e torni diversi da altri tradizionali difensori delle regole Ue, in particolare quelle previste dal Patto di stabilità e crescita. I leader di Germania e Paesi Bassi, hanno chiesto a Conte di fare marcia indietro. “Ho espresso le nostre preoccupazioni per la manovra italiana”, spiega l’olandese Mark Rutte dopo il bilaterale con il presidente del Consiglio.

Merkel: "Ho sollevato la questione del deficit"

“Ho sollevato la questione del deficit”, tiene a sottolineare la cancelliera tedesca Angela Merkel. La manovra italiana è da apprezzare, secondo Conte. I mercati invece la deprezzano, e lo spread, il differenziale di rendimento tra i titoli di Stato italiani e tedeschi, aumenta e tocca i 322 punti. La presidente della Lituania, ultimo Paese in ordine di tempo ad aver adottato l’euro, si sente in dovere di dire la sua. “È l’Italia che deve essere preoccupata per la sua legge di bilancio, non noi”, taglia corto Dalia Grybauskaite. Anche il primo ministro della Croazia, ultimo Stato membro in ordine di ingresso nell’Ue, ha qualcosa da dire all’Italia. “La politica chiave del mio governo è stata quella del consolidamento di bilancio, e immagino che tutti i criteri europei valgano per tutti”, le parole di Andrej Plenkovic. Sarà anche bella la manovra italiana, ma se tutti insistono sullo stesso tasto evidentemente così bella non è.

"Le regole vanno rispettate"

“Abbiamo delle procedure, abbiamo delle regole, abbiamo tutti l’impegno a seguirle”, l’avvertimento del presidente dell’Eurogruppo, Mario Centeno, portoghese, uno che il programma di risanamento imposto dall’Europa l’ha dovuto fare. “Ci sono regole e procedure europee”, ripete il presidente francese, Emmanuel Macron. “Sulla manovra dell'Italia la Francia non dà lezioni” afferma. Ma intanto il richiamo alle regole arriva anche da Parigi. L’Italia non torna indietro. L’inquilino di palazzo Chigi conferma che si porterà il deficit/Pil al 2,4% al prossimo anno, ma “rientreremo all’1,8% al 2021 e ridurremo il debito al 126,7% al 2021”. Il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, fa sapere che è già stata concessa tanta flessibilità all’Italia, e “non ne verrà concessa altra”. Un problema, anche perché l’Italia non cambia idea, e tutti si attendono dalla Commissione una presa di provvedimenti contro quella che è considerata una manovra “molto bella”. Del resto si sa, ogni scarrafone è bello a mamma sua.

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