No al Manneken Pis vestito da Michael Jackson, Bruxelles cambia idea dopo le polemiche

I fan volevano vestire la statuetta simbolo della città come il cantante per celebrare i 10 anni dalla sua morte. Ma l’ondata d’indignazione scatenata dal documentario Leaving Neverland ha convinto l’amministrazione della capitale belga a rivedere i piani

Foto archivio Ansa CONNIE ARAMAKI - KRZ

Il Manneken Pis, la statuetta simbolo di Bruxelles, non vestirà gli abiti di scena di Michael Jackson. La capitale belga ha deciso di rifiutare la richiesta dei fan che volevano commemorare i dieci anni dalla scomparsa dell’artista americano vestendo come lui il “bambino che fa la pipì”, come si usa fare per ricordare ogni ricorrenza importante o personalità di successo. La decisione arriva dopo che l’amministrazione comunale aveva già ricevuto una giacca in miniatura, pantaloni neri, cappello trilby e un solo guanto bianco.

La celebre 'divisa' con la quale la popstar si esibiva in pubblico non verrà esposta sulla statuetta di bronzo nonostante la precedente giunta comunale avesse approvato l'idea che avrebbe dovuto essere realizzata il 25 giugno, giorno dell’anniversario della scomparsa di Jackson.  La decisione è stata presa dal consiglio comunale all’unanimità in seguito alle accuse di molestie e violenze sui minori emerse di nuovo e con forza nel documentario Leaving Neverland.

 

Il film raccontata la storia di due uomini che affermano di aver subito abusi sessuali da Jackson quando erano ancora bambini.  La proiezione del documentario negli Stati Uniti durante il Sundance festival ha scatenato condanne e indignazione nei confronti del cantante.

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