Macron al Parlamento Ue: "Emerge guerra civile europea, in Siria intervento umanitario"

Il discorso del presidente francese a Strasburgo: "I populisti e gli anti-europei propongono la strada senza ritorno per tornare alle spaccature nazionaliste di ieri". Difende l'operazione militare con Regno Unito e Usa. E sui migranti: "Felice della cooperazione con l'Italia"

© European Union , 2018 / Photo: Etienne Ansotte

"Non possiamo far finta di essere in un tempo normale, c'è un dubbio che attraversa molti dei nostri paesi europei sull'Europa, una sorta di guerra civile europea sta emergendo: stanno venendo a galla i nostri egosimi nazionali e il fascino illiberale". E' stato questo uno dei passaggi centrali dell'intervento del presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron, al Parlamento europeo a Strasburgo.

I populisti e gli anti-europei, ha attaccato, "propongono la strada senza ritorno per tornare alle spaccature nazionaliste di ieri". Secondo Macron, "è comodo eccitare il popolo", ma "non è il popolo che ha abbandonato l'idea europea. E' il tradimento dei chierici che la minaccia". Per il presidente francese "non è di pedagogia che hanno bisogno" i cittadini, "ma di un progetto nuovo e di efficacia quotidiana"

L'autorità della democrazia

Il tema dei populismi è tornato più volte nel corso dell'intervento del presidente francese: "Rifiuto quest'idea, che guadagna terreno in Europa, secondo la quale la democrazia sarebbe condannata all'impotenza. Di fronte all'autoritarismo, che ci circonda dappertutto, la risposta non è la democrazia autoritaria, ma l'autorità della democrazia", ha detto Macron. "Servono risposte chiare e ferme ai nostri cittadini", ha aggiunto il capo dell'Eliseo, che dimostrino "che li sappiamo proteggere. In questo momento la democrazia europea, lo credo profondamente, è la nostra chance migliore. Il peggiore degli errori sarebbe abbandonare il nostro modello, cioè la nostra identità". 

I migranti

Sui migranti, Macron è sembrato schiacciare l'occhiolino all'Italia, aprendo sulla riforma del regolamento di Dublino che il nostro paese chiede da tempo: "Entro la fine della legislatura dobbiamo sbloccare il dibattito avvelenato sui migranti, sulla riforma di Dublino e la relocation: propongo di creare un programma europeo per finanziare le comunità locali che accolgono e integrano i rifugiati", ha detto. La Francia, ha poi aggiunto, "si felicita della cooperazione" nelle politiche sulle migrazioni "con diversi Stati membri, penso in particolare alla Germania e all'Italia, che voglio salutare. Penso che in particolare con l'Italia noi abbiamo saputo dimostrare in questo ultimo anno la nostra capacità di lavorare insieme". Serve "anzitutto - ha aggiunto Macron - una politica di solidarietà interna ed esterna in Europa. Ed è la chiave se vogliamo avere un risposta integrata al rischio migratorio. Ma credo profondamente che serva una solidarietà europea alle nostre frontiere per proteggerci, come una solidarietà all'interno delle nostre frontiere, per poter condividere gli oneri".

La Siria

Chiamato in causa sulla Siria, Macron ha risposto che Francia, Regno Unito e Stati Uniti sono intervenuti militarmente per rispondere all'attacco chimico di Bashar Al Assad e salvare "l'onore della comunità internazionale", "non abbiamo dichiarato guerra a nessuno". Macron ha accusato la Russia di smantellare l'ordine internazionale sulle armi chimiche: "Questo intervento non ha niente a che vedere con l'Iraq o la Libia. Non abbiamo dichiarato guerra a nessuno. Se si crede nel multilateralismo e nella forza del diritto a un certo punto si deve poter decidere che non si cede a quelli che vogliono distruggere il multilateralismo".

Il presidente francese ha sottolineato che "l'unica guerra che conduciamo oggi" in Siria è quella contro l'organizzazione dello Stato islamico, "ma c'è una guerra parallela, quella che conduce Bashar al Assad da sette anni. Non abbiamo dichiarato guerra a Assad, ma abbiamo condotto un lavoro costante diplomatico e umanitario per difendere i nostri valori". Macron ha spiegato che l'operazione mirava a distruggere "tre siti di produzione e trasformazioni di armi chimiche" e che non ha prodotto nessuna vittima. Il presidente francese ha ricordato che una risoluzione del 2017 prevedeva "un ricorso alla forza" in caso di utilizzato di armi chimiche.

"A quelli che si indignano di fronte alle immagine che abbiamo visto di donne e bambini, chiedo: dovevamo restare seduti? I diritti sono per noi, i principi sono per noi, ma la realtà è per gli altri? No!", ha detto Macron. Secondo il presidente francese, "questi bombardamenti non risolvono nulla, ma mettono fine a un sistema a cui ci eravamo abituati, secondo il quale il campo del diritto diventa il campo dei deboli"

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Commenti (2)

  • la cooperazione per lui è mandare i gendarmi a Bardonecchia. Bravo!

  • Un' altro "apri bocca e parla fiato".

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