Schiaffo a Macron, l'Eurocamera boccia la commissaria francese Goulard

Sotto indagine in Francia e coinvolta in uno scandalo sul presunto utilizzo indebito dei fondi per l’attività politica, la candidata di Parigi era finita nel mirino dei parlamentari anche per i 10mila euro al mese che riceveva da un think tank americano

Foto ANSA-EPA/CHRISTOPHE PETIT TESSON

Niente da fare per Sylvie Goulard. Con un voto a larga maggioranza, il Parlamento europeo ha bocciato la commissaria candidata da Emmanuel Macron, non perdonandole di avere un’indagine in corso sul presunto utilizzo indebito dei fondi destinati all’attività politica e di aver ricevuto, durante il suo mandato da europarlamentare, compensi per oltre 10mila euro al mese da un think tank americano con base a Bruxelles. Quella della francese è la terza bocciatura subita dalla presidente in pectore della Commissione europea, Ursula von der Leyen, che dopo il semaforo rosso del Parlamento ai candidati di Ungheria e Romania, bocciati per conflitto d’interesse, si trova oggi a dover fare i conti con la delicata sostituzione della prescelta da Parigi. 

Vendetta e questione morale

Tra le chiavi di lettura della bocciatura - arrivata con 82 voti contro la Goulard, 29 a favore e un astenuto - c’è anche il desiderio tanto del Partito popolare europeo quanto dei Socialisti e Democratici di “vendicarsi” del no di Macron ai due rispettivi candidati alla presidenza della Commissione: Manfred Weber per il Ppe, Frans Timmermans per S&D. Anche la provenienza politica centrista ed europeista della Goulard non le ha permesso di contare sull’aiuto di nessuno dei gruppi minori del Parlamento, dagli eurocritici della Sinistra Gue agli anti-Ue di Identità e Democrazia (il gruppo della Lega), passando per gli euroscettici del gruppo Conservatori e Riformisti. Questione morale e ombre di altri scandali hanno fatto il resto, con il ‘no’ anche da parte dei Verdi. In seguito alla faccenda dei compensi ricevuti dalla francese, che si sommavano al suo stipendio da europarlamentare, gli ecologisti hanno chiesto una modifica al regolamento del Parlamento al fine di impedire che i politici possano accumulare "redditi aggiuntivi elevati" che "aumentano sempre il rischio che possa sorgere un conflitto di interessi", si legge una nota dei Verdi. 

Le reazioni dall'Italia

Esulta Matteo Salvini, tra i primi esponenti del mondo politico italiano a commentare la bocciatura. “Ottima notizia!”, scrive l’ex-ministo, che poi accusa “la maggioranza voluta da Pd-5Stelle-Merkel-Macron” di essere “figlia della paura e della voglia di poltrone”. “A Bruxelles come a Roma, meritano di essere mandati a casa!”, conclude il leader della Lega. Di segno opposto la reazione del ministro dell’Economia Roberto Gualtieri: “Mi dispiace, conosco e stimo Sylvie Goulard”. “Ovviamente non posso che rispettare la decisione del Parlamento - precisa Gualtieri - penso che sarebbe stata un buon commissario”.

Il tempo stringe

L’ennesima tegola che si abbatte sulla Commissione von der Leyen arriva nel pomeriggio con il voto di sfiducia al Governo rumeno da parte del Parlamento di Bucarest. L’esecutivo guidato dai socialdemocratici non ha fatto in tempo a nominare una candidatura alternativa a quella di Rovana Plumb, bocciata dalla commissione Giuridica dell’Eurocamera per conflitto d’interesse. A meno di due settimane dal voto finale del Parlamento sull’intera squadra messa assieme dalla von der Leyen, i nodi da sciogliere sono ancora tanti, e non è detto che si riesca a fare in tempo.

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