Macron imbarazza ancora la Commissione Ue: il suo candidato nella bufera

Thierry Breton, designato dall’Eliseo per sostituire la ‘bocciata’ Goulard, finisce sotto accusa per delle copie illegali di dati della polizia detenuti dall’impresa di cui era amministratore delegato fino a poche settimane fa

Finisce nella bufera la società francese Atos, multinazionale del settore dei servizi IT, assieme al suo ex-amministratore delegato Thierry Breton, per l’accusa di aver detenuto delle “copie parziali illegali di dati della polizia dell'Ue per conto del Regno Unito”. Il giornale EUobserver punta infatti il dito contro l’impresa guidata fino a poche settimane fa dal prescelto da Emmanuel Macron per il ruolo di commissario europeo, mostrando un documento che dimostra “anni di abusi da parte delle autorità del Regno Unito nel modo in cui è stato gestito il Sistema d'informazione Schengen (SIS), un database gestito dall'Ue e utilizzato dalla polizia per rintracciare migranti privi di documenti, persone scomparse, proprietà rubate o sospetti criminali”.

La vicenda

Le irregolarità contestate alla società - guidata all’epoca dei fatti da Breton - mettono in cattiva luce, oltre che lo stesso candidato a far parte della Commissione, anche il ruolo di Londra nella gestione dei dati delle forze dell’ordine. Il giornale online rivela infatti che “sebbene non sia membro dell'area Schengen dal 2015, al Regno Unito è stato concesso un accesso limitato a condizione che rispettasse le regole: nonostante questo accesso limitato, il Regno Unito ha effettuato oltre 514 milioni di richieste SIS nel 2016, il secondo più alto tra tutti gli stati dell’Ue”. 

Le copie incriminate

Un controllo a campione nel novembre 2017 da parte di un gruppo di esperti Schengen degli Stati dell'Ue e della Commissione europea “ha rilevato che il Regno Unito aveva anche effettuato un numero significativo di copie complete o parziali del SIS”. “Tre delle copie del SIS - prosegue EUobserver - sono amministrate da diverse società private nei loro locali o in locali in affitto, secondo il rapporto, e tra queste società c'è l’Atos”. 

Il rapporto afferma dunque che tali copie non dovrebbero “mai essere affidate a terzi come appaltatori privati perché aumenta il rischio che vengano trapelate, rubate o utilizzate in modo improprio”.

Il sostituto della Goulard

Breton, politico e uomo d’affari di 64 anni, è stato nominato dall’Eliseo lo scorso 24 ottobre per prendere il posto destinato in origine a Sylvie Goulard, commissaria designata per il portafogli del Mercato interno e Industria poi bocciata dal Parlamento europeo. La sostituzione sarebbe dovuta servire non solo a trovare un rappresentante della Francia in Commissione, ma anche a serrare le fila intorno alla presidente designata per la successione di Jean-Claude Juncker, la tedesca Ursula von der Leyen. L’ex-ministra della Difesa del Governo di Angela Merkel, dopo aver incassato una maggioranza risicata (di soli 9 voti) alla sua elezione, si è vista bocciare ben tre candidati a far parte della sua Commissione. 

Conflitti d'interesse

L’iniziale mossa di Breton di liberarsi di tutti gli incarichi in odore di conflitto d’interessi avevano fatto ben sperare i piani alti di Palazzo Berlaymont (dove ha sede la Commissione). Il primo esame da superare per il prescelto da Macron è infatti il giudizio della commissione Giuridica del Parlamento europeo, che si occupa di valutare le potenziali situazioni opache in capo ai candidati indicati dai Paesi membri.

La Commissione in pericolo

Le rivelazioni di EUobserver gettano invece nuovi timori sui destini della Commissione, che difficilmente potrebbe incassare un nuovo ‘no’ da parte dell’Eurocamera senza che venga rimessa in discussione l’intera squadra, a partire dalla prescelta alla presidenza.

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