Ora i Verdi Ue aprono al M5s: "Senza Lega, pronti al dialogo"

Il co-presidente dei Green al Parlamento europeo: "Con l'addio al Salvini rimosso un grande ostacolo". Ma resta l'incognita Rousseau. La pattuglia 5 stelle a Strasburgo non ha ancora un gruppo politico di riferimento

LAMBERTS, Philippe (European Union 2019)

Dopo aver abbracciato a Bruxelles il progetto di Ursula von der Leyen per la guida della prossima Commissione Ue ed aver cambiato in corsa alleati a Roma, stringendo un nuovo programma di governo dall'impronta decisamente più europeista, adesso il Movimento 5 stelle prova a cercare casa a Strasburgo, ossia un gruppo parlamentare all'Eurocamera, per non restare nel limbo dei non iscritti. Che da quelle parti significa contare poco o nulla nelle trattative politiche e legislative. 

"Siamo pronti al dialogo" con il Movimento 5 stelle, ha annunciato il leader dei Verdi a Strasburgo, Philippe Lamberts. Lo stesso che fino a pochi mesi fa, anche all'indomani del voto europeo, aveva elevato un muro insormontabile alla richiesta del M5s di aderire al loro gruppo. Supportato in questo da un pezzo del partito (tra cui la piccola pattuglia italiana e quella belga di cui fa parte) che, tra le altre cose, vedrebbe nel Movimento un rischio per gli equilibri interni ai Green europei.  

Cosa sia cambiato da allora lo spiega lo stesso Lamberts: "In grande ostacolo che rendeva impossibile la cooperazione, l'alleanza con la Lega, che pensiamo sia stato un grande errore politico dei cinquestelle, è ora venuto meno. Questo non significa che siano state rimosse tutte le difficoltà". Il riferimento è, per esempio, al legame tra M5s e Rousseau, il secondo motivo del muro innalzato dai Verdi finora. “Quando fanno i loro referendum interni, non possono controllarne i dati. Casaleggio non glieli fa vedere. Questa non è democrazia. Quando il processo non è verificabile, mi dispiace: non è democrazia. La puoi chiamare democrazia diretta: io la chiamo autocrazia”. Parole dette nel maggio scorso proprio da Lamberts. E in queste ore l'italiana Monica Frassoni, tra le più ostili a un'intesa con i 5 stelle, ricorda che la rottura del governo con la Lega "non è un elemento sufficiente a farli diventare degli alleati".

Ma forse le ultime mosse del M5s, in Europa come a Roma, stanno spingendo una parte dei vertici del partito ambientalista ad usare maggiore flessibilità nei confronti dei 5 stelle. L'alleanza di governo con il Pd, che i Verdi italiani hanno bocciato, potrebbe pero' dare al partito europeo una voce al Consiglio Ue che oggi non hanno. Mentre il voto favorevole di Conte a von der Leyene potrebbe essere usato per aumentare le loro pressioni politiche sulla nuova Commissione. 

I Verdi, infatti, pur non facendo parte del trio di governo Ue (popolari, socialisti e liberali), potrebbero essere una delle stampelle di von der Leyen qualora dovesse tener fede alle promesse di maggiori azioni sul fronte della lotta ai cambiamenti climatici e della promozione della transizione ecologica. Da qui l'interesse ad avere anche ramificazioni che possano consentire di stare nei tavoli istituzionali, oltre quelli del Parlamento Ue, dove hanno già un peso considerevole. 

Al momento, pare che dai 5 stelle non sia comunque arrivata nessuna richiesta ufficiale di adesione al gruppo verde. "Siamo pronti ad avviare un confronto serio, leale e costruttivo con il gruppo dei Verdi", hanno detto fonti del Movimento all'Agi. "Con loro abbiamo molti punti in comune, come dimostra il lavoro svolto durante la scorsa legislatura e abbiamo delle innegabili affinità politiche su svariati temi: difesa dell'ambiente, energie rinnovabili, lotta all'austerity, agricoltura biologica, acqua pubblica e infrastrutture utili ai cittadini", hanno spiegato le stesse fonti.

Si vedrà. Nel frattempo, proprio nella delegazione M5s del Parlamento europeo si segnalano non pochi malumori per come si è consumata la crisi politica in Italia: opiù che l'abbraccio al Pd, i parlamentari Ue del Movimento lamentano la decisione di lasciare il posto di commissario in quota nazionale al dem Paolo Gentiloni. Senza che questa scelta sia stata fatta coinvolgendo anche chi da anni rappresenta i 5 stelle in Europa, come il deputato Piernicola Pedicini, tra i più critici. 

L'adesione a un gruppo, pero', potrebbe sanare alcune ferite. E oltre i Verdi, a Bruxelles si parla di contatti anche con la sinistra della Gue e i liberali di Renew Europe. In quest'ultimo caso, potrebbe giocare un ruolo decisivo l'intesa tra Conte e il presidente francese Emmanuel Macron (tra i leader di RE) nella scelta di von der Leyen. Anche per questi due gruppi, c'erano stati tentativi di dialogo nel recente passato. Ma come per i Verdi, l'alleanza con la Lega aveva impedito di approfondire le trattative. Alleanza che adesso è venuto meno. 

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