“Io sto con Virginia”, eurodeputati M5s infuriati col ministro fedelissimo di Di Maio

Spadafora attacca la Raggi: “Ci aspettavamo di più”. Ma per Pedicini chi parla è un “nominato nelle segreterie di Pecoraro Scanio e di Rutelli, che ha ricevuto incarichi da Fini e da Schifani” e che fa parte del Governo “per non si sa quale oscura ragione”

Virginia Raggi (FOTO ANSA)

Esplode la rabbia dei parlamentari europei del Movimento cinque stelle per le critiche rivolte dal ministro per le Politiche giovanili, Vincenzo Spadafora, all’indirizzo di Virginia Raggi. Durante la trasmissione Omnibus su La7, il ministro, già sottosegretario nel primo Governo Conte, ha detto che Roma e la sua amministrazione “restano un problema”. “Un’esperienza dalla quale potevamo e dovevamo aspettarci molto di più”, ha commentato Spadafora, che nel 2016 era entrato a far parte dello staff di Luigi Di Maio prima di candidarsi alle politiche del 2018 col M5s. Esprimono solidarietà con la sindaca di Roma i deputati europei Ignazio Corrao, Eleonora Evi, Dino Giarrusso e Piernicola Pedicini. Particolarmente duro quest’ultimo che si chiede sui social chi abbia dato a Spadafora “il diritto di parlare a nome di tutti quanti noi”.

Polemiche sul passato di Spadafora

Il ministro delle Politiche giovanili, secondo Pedicini, è “un nominato nelle segreterie di Pecoraro Scanio, Rutelli, con incarichi da Fini e da Schifani e che adesso, per non si sa quale oscura ragione, si ritrova sottosegretario e poi ministro per il M5s”. L’europarlamentare pentastellato non menziona altri due incarichi politici di peso del ministro fedelissimo del leader del M5s: quello di segretario particolare dell’ex-presidente della Regione Campania Andrea Losco (dell’Udeur) e quello di responsabile delle relazioni istituzionali per Luigi Di Maio

Malumori in Europa

Da Strasburgo, dove è riunito il Parlamento europeo per la settimana di sessione plenaria, arrivano anche gli attacchi di altri esponenti di primo piano della delegazione pentastellata, finita tra i banchi dei non iscritti a nessun gruppo parlamentare dopo il modesto 17% ottenuto alle elezioni europee dello scorso maggio. L’eurodeputata Eleonora Evi lancia l’hashtag “#ioStoConVirginia” in difesa della prima cittadina della capitale e fa una chiara distinzione tra il primo nucleo di attivisti e i pentastellati della seconda ora. “Noi che ci siamo dall'inizio, che abbiamo fatto banchetti su banchetti - scrive Evi - sappiamo cosa vuol dire avere contro tutto e tutti per il bene dei cittadini”. “Poi arrivano personaggi come Spadafora -attacca la deputata - catapultati al Governo senza passare dal via, che si permettono di attaccare alle spalle Virginia, senza averci mai messo la faccia”. 

"Nominato da Di Maio"

Stessi toni per il post di Ignazio Corrao, che rimprovera a Spadafora di aver scelto “la strada semplice”, per poi ripercorrere il cursus honorum del collega di Movimento: “nominato assistente di Di Maio, nominato in parlamento, nominato sottosegretario e nominato ministro”.

Le parole di Giarrusso

Anche una “new entry” del Movimento come Dino Giarrusso critica il ministro dei Cinque stelle, ma con toni ben diversi dagli altri eurodeputati alla seconda legislatura. “Non credo sia il caso di gettare la croce addosso a Spadafora”, scrive l’ex-iena, “ma credo invece sia giusto spiegargli con serenità quanto abbia fatto Virginia Raggi per Roma e per tutti noi, e quanto il suo esempio sia importante, in un paese che sembra rassegnato alla corruzione come ‘normalità’”.

La reazione di Spadafora

Nel pomeriggio arriva anche una prima reazione del diretto interessato. “Le mie parole di ieri su Roma e i suoi problemi - dice Spadafora - erano molto chiare e non erano un attacco a Virginia Raggi”. “Pochi possono dire di averla sostenuta quanto me anche quando era più difficile di oggi e tutti tacevano”, afferma il ministro, sperando di spegnere il fuoco della polemica divampata all’interno dello stesso Movimento

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