"I 5 stelle in Europa chiedono di aderire alla sinistra radicale"

Lo afferma un quotidiano spagnolo. Già in passato c'erano stati contatti tra gli eurodeputati M5s e il gruppo di cui fanno parte Podemos e Syriza, il partito del premier greco Tsipras. Ma c'è un ostacolo chiamato Salvini

Il Movimento 5 stelle avrebbe formalmente chiesto alla Gue, la formazione della sinistra radicale al Parlamento europeo, di aderire al loro gruppo. Ma la risposta sarebbe stata negativa. La ragione? L'alleanza di governo tra i pentastellati e la Lega di Matteo Salvini. A rivelarlo è il quotidiano spagnolo El Diario, citando fonti del gruppo. 

Nella Gue siedono, tra gli altri, gli spagnoli di Podemos, i francesi della France Insoumise di Jean Luc Melenchon, il partito greco Syriza di Alexis Tsipras e gli irlandesi dello Synn Fein. Secondo le fonti citate dal giornale spagnolo, ieri quattro esponenti del M5s avrebbero chiesto formalmente l'ingresso nel gruppo della Gue con l'appoggio della tedesca Gabi Zimmer del partito della sinistra tedesca Die Linke. Ma le stesse fonti aggiungono che la maggior parte dei partiti del gruppo hanno rifiutato il matrimonio con un movimento che in Italia governa con Salvini.

Il M5s, come abbiamo raccontato in precedenza, è alla ricerca di un gruppo parlamentare per evitare di finire tra i non iscritti, una sorta di limbo che limiterebbe al minimo il lavoro della pattuglia di 14 eurodeputati pentastellati. L'accordo con Nigel Farage, che negli ultimi 5 anni ha consentito al M5s di siedere nel gruppo Efdd, è saltato, pare per volontà dello stesso movimento. Le strade alternative, pero', finora non hanno trovato sbocchi: il network di alleanze imbastito durante la campagna elettorale è crollato all'indomani delle urne, quando un solo partito, i croati di Zivi Zid, ha superato la soglia di sbarramento. Per formare un gruppo, servono almeno 7 partiti di altrettanti Stati membri, oltre a un minimo di 25 eurodeputati. 

LEGGI ANCHE: Cosa rischia il M5s se finisce tra i non iscritti

I negoziatori del M5s, guidati dall'ormai ex vicepresidente del Parlamento Ue, Fabio Massimo Castaldo, hanno provato a trovare nuovi alleati, pare bussando alla porta anche dei fiamminghi separatisti dell'N-Va e dell'ex presidente della Catalogna in esilio, Carles Puigdemont. Ma le trattative non hanno portato a nulla. In contemporanea, sono stati aperti i canali con altri gruppi già esistenti. 

Per primi, i Verdi, che pero' hanno detto un secco "no" motivandolo sempre per l'alleanza con Salvini, ma anche per i rapporti degli eurodeputati 5 stelle con la Casaleggio associati. Porte chiuse anche dall'Ecr, il gruppo dei conservatori al cui interno ci sono già i parlamentari di Fratelli d'Italia. Nei giorni scorsi, era girata voce anche di una trattativa con il Ppe, il gruppo dei popolari di Angela Merkel e Silvio Berlusconi. Ma l'ipotesi è stata subito smentita. 

Adesso, l'ultima carta sembra quella della Gue. I tempi stringono, sempre che i negoziatori M5s la stiano davvero giocando: manca meno di una settimana alla prima seduta plenaria del nuovo Parlamento europeo a Strasburgo. Se i 5 stelle non avranno un gruppo entro il 2 luglio, dovranno rivedere i loro piani per i prossimi anni. 

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