M5S e Verdi all'attacco di Juncker: “No a incontro con il condannato Berlusconi”

Il Cavaliere a Bruxelles vede il presidente della Commissione Ue. Il 5Stelle Castaldo: “Squallido teatrino”. Lamberts e Affronte: “Inaccettabile”

EPA/OLIVIER HOSLET

Non è andata giù a molti l'accoglienza riservata a Silvio Berlusconi dal presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, che oggi al Parlamento Ue a Bruxelles si ritroverà faccia a faccia con il Cavaliere. Un vero e proprio coro di critiche, quello piovuto addosso a Juncker, reo, a detta del Movimento 5 Stelle e dei Verdi europei, di dare sponda politica a “un condannato per frode fiscale”.  

Le critiche dei 5Stelle

Il primo a lanciare il sasso è stato il vicepresidente del Parlamento Ue, il 5Stelle Fabio Massimo Castaldo: “Qualche anno fa Juncker si dichiarava nauseato da Berlusconi, oggi siamo al paradosso: il condannato per frode fiscale compie un giro riabilitativo tra le istituzioni europee e il presidente della Commissione europea si presta a questo squallido teatrino”, attacca Castaldo. “A Bruxelles il triste passato dell’Italia viene così riciclato come improbabile futuro – prosegue - Dopo il vergognoso tentativo di endorsement indiretto di Moscovici al Pd, pretendiamo da Juncker e dalla Commissione l’astensione da qualsiasi ingerenza sulla campagna italiana: si occupino piuttosto di temi cruciali come la lotta serrata ai paradisi fiscali. Tema sul quale tanto l’ex premier lussemburghese quanto Berlusconi hanno molto di cui discutere”.

I Verdi: Juncker rifiuti incontro

Sulla stessa linea gli eurodeputati dei Verdi, Philippe Lamberts e Marco Affronte: “Tutti fanno finta di non vedere che a Bruxelles c'è un condannato per frode fiscale e appropriazione indebita che gira in doppiopetto per fare il padrino (politico, ci mancherebbe) dei propri delfini del Ppe – scrivono in una nota congiunta - Questo personaggio al momento è privo della legale agibilità politica, e non può essere eletto. L'indifferenza con la quale questi comportamenti sono accettati autorizza a pensare che la forza mediatica e i sondaggi elettorali giustifichino il calpestamento della legge. Per noi è inaccettabile: Juncker e gli altri rappresentanti istituzionali dovrebbero rifiutare l'incontro”. 

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