Stop della Francia alla cripto moneta di Zuckenberg: “Sovranità degli Stati a rischio”

Il ministro dell'Economia Le Maire: “In queste condizioni non possiamo autorizzare il suo sviluppo sul suolo europeo”

mark Zuckenberg - foto Ansa EPA/SHAWN THEW

Nel suo piano per creare una cripto moneta come i bitcoin Mark Zuckerberg troverà un avversario non da poco. La Francia ha annunciato che si opporrà al progetto “Libra” messo a punto dal fondatore di Facebook, in quanto "la sovranità monetaria degli Stati è a rischio”, e “in queste condizioni non possiamo autorizzare lo sviluppo di Libra sul suolo europeo". Ad affermarlo è il ministro dell'Economia francese, Bruno Le Maire intervenendo ad una conferenza dell'Ocse sulle sfide legate alla cripto valute.

Rischi sistemici

Il ministro francese non ha esitato a descrivere come "sistemici" i rischi che potrebbero derivare da questa "possibile privatizzazione di una valuta detenuta da un singolo azionista con oltre 2 miliardi di utenti sul pianeta". "Qualsiasi fallimento nel funzionamento di questa valuta, nella gestione delle sue riserve potrebbe creare notevoli disordini finanziari", ha spiegato Le Maire, temendo anche che Libra vada a sostituire la valuta nazionale negli Stati in cui la valuta è debole o sta vivendo una forte svalutazione. Il ministro, che aveva già espresso pubblicamente le sue perplessità sul progetto di valuta virtuale di Facebook al G7 Finanza di Chantilly a luglio, ha inoltre espresso il timore che Libra possa sfuggire al controllo statale sul finanziamento del terrorismo.

Una valuta digitale pubblica

Il ministro francese ha confermato inoltre di essere stato in contatto con i vertici in uscita e in entrata della Banca centrale europea per istituire una "valuta digitale pubblica" sotto l'egida delle istituzioni finanziarie internazionali. Libra, che ha il sostegno di Visa e Mastercard e delle app per taxi Lyft e Uber, dovrebbe essere lanciata il prossimo anno. Il suo controllo sarebbe dato a un'associazione senza scopo di lucro con sede in Svizzera. Ma le autorità elvetiche hanno precisato questa settimana che il sistema di pagamenti proposto potrebbe essere soggetto alle stesse rigide regole che si applicano in genere alle banche, oltre a severe leggi antiriciclaggio.

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