Centri per migranti in Libia, l'Ue sblocca altri 29 milioni. E Salvini "vuole togliere l'embargo sulle armi" a Tripoli

La Commissione europea ha varato oggi un pacchetto da 90 milioni di euro per la gestione dei flussi migratori nel Nord Africa. L'Italia ne gestirà 55 per il controllo delle frontiere marittime con Tunisia e Marocco

La foto tratta dal profilo Twitter di Matteo Salvini mostra il ministro dell'Interno durante la conferenza stampa con il vicepremier libico Ahmed Maitig, Tripoli, 25 giugno 2018. PROFILO TWITTER DI MATTEO SALVINI

Circa 29 milioni di euro per i centri per i migranti "bloccati" in Libia e gestiti con Unhcr e Oim. Altri 55 milioni per il controllo delle frontiere marittime congiunto tra Italia, Tunisia e Marocco. Sono questi i capitoli principali del pacchetto di misure finanziato oggi dalla Commisisone europea per la gestione dei flussi migratori nel Mediterraneo. Si tratta di 3 nuovi i programmi relativi alla migrazione nell'Africa settentrionale per un totale di oltre 90 milioni di euro.

"Tale decisione fa seguito alle conclusioni del Consiglio europeo della scorsa settimana - scrive la Commissione - in cui i leader si sono impegnati a intensificare il sostegno lungo la rotta del Mediterraneo centrale. I nuovi programmi nell'ambito del Fondo fiduciario di emergenza dell'Ue per l'Africa aumenteranno l'assistenza dell'Unione ai rifugiati e ai migranti vulnerabili e miglioreranno la capacità dei paesi partner di gestire meglio le loro frontiere". Per l'Alta rappresentante Federica Mogherini questi programmi "rafforzeranno il nostro lavoro volto a gestire i flussi migratori con modalità umane e sostenibili, salvando e proteggendo la vita dei migranti e dei rifugiati e fornendo loro assistenza e lottando contro i trafficanti e gli scafisti. È questo il nostro approccio integrato che combina i nostri interventi in mare, la nostra collaborazione con i paesi partner lungo le rotte migratorie, anche all'interno della Libia, e nel Sahel".

I tre nuovi programmi 

Grazie al programma per la gestione delle frontiere per la regione del Maghreb, con una dotazione di 55 milioni di euro, "l'Unione europea sosterrà gli sforzi delle istituzioni nazionali in Marocco e in Tunisia volti a ridurre le perdite di vite umane in mare, migliorare la gestione delle frontiere marittime e combattere i trafficanti che operano nella regione". Tale programma, attuato dal ministero dell'Interno italiano, di concerto con il Centro internazionale per lo sviluppo delle politiche migratorie, verterà sul consolidamento della capacità e sulla fornitura e la manutenzione di attrezzature.

Sulla scia dei programmi esistenti, "l'Ue rafforzerà il proprio sostegno alla protezione dei rifugiati e dei migranti in Libia presso i punti di sbarco, nei centri di trattenimento, nelle aree desertiche isolate nel sud del paese e negli ambienti urbani". Il programma si chiama  "Approccio integrato alla protezione e all'assistenza emergenziale ai migranti vulnerabili e rimasti bloccati in Libia”, a avrà una dotazione di 29 milioni di euro. Sarà attuato in collaborazione con l'Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) e l'Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr). "Promuoverà anche le iniziative volte a sviluppare le opportunità economiche per i migranti nel mercato del lavoro interno, insieme con il ministero del Lavoro libico", scrive la Commissione.

Infine, 6,5 milioni andranno a finanziare la strategia nazionale marocchina sulla migrazione del 2014. "L'obiettivo sarà quello di facilitare l'accesso ai servizi essenziali per i migranti vulnerabili e migliorare le capacità delle associazioni e delle organizzazioni locali di erogare effettivamente tali servizi", dice la Commissione. Il programma sarà messo in atto dalle organizzazioni della società civile.

"Stop embargo alle armi in Libia"

Intanto, sempre sul fronte libico, il ministro Matteo Salvini, avrebbe chiesto la fine dell'embargo internazionale sulle armi nei confronti di Tripoli, sostenendo che i trafficanti di migranti e di armi non rispettano il divieto. A renderlo noto è stato il "Washington Post". Salvini avrebbe lanciato l'appello durante una conferenza stampa a Roma con il vicepresidente del Consiglio presidenziale del governo di accordo nazionale libico, Ahmed Maiteeq, in visita in Italia. Il ministro avrebber detto di voler collaborare per porre fine all'embargo internazionale, che impedisce alle autorità libiche del governo di accordo nazionale di Tripoli di acquistare mezzi militari, e per far tornare l'Italia un partner privilegiato dei rapporti economici con la Libia.

Salvini avrebbe poi aggiunto che farà pressione su altri paesi dell'Ue e che la prossima settimana avrà un incontro con l'omologo tedesco Horst Seehofer per concordare un "accordo italo-tedesco" sul fenomeno immigrazione e per porre "l'aiuto concreto alla Libia come primo punto del Consiglio europeo dei ministri dell'Interno che si terrà il 12 luglio a Innsbruck". Il ministro dell'Interno ha inoltre sottolineato che l'Italia ritiene "inaccettabile la sottrazione di ingenti risorse petrolifere ed economiche all'autorità legittimamente riconosciuta fatta da altri soggetti che dialogano con altri paesi".

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