Liberato l'artista belga rimasto per 19 giorni incatenato ad un blocco di marmo di Carrara

La performance De Profundis di Mikes Poppe andata in scena al Palazzo di Giustizia di Ostenda. Voleva simbolizzare il Peso della Storia, ma non è riuscito a liberarsi da solo, c'è voluta una motosega. "E' impossibile liberarsene".

Copyright (c) Mikes Poppe (2017-2018)

Portarsi dietro per 19 giorni il Peso della Storia e provare, infruttuosamente, a liberarsene con le proprie mani, un martello e uno scalpello. Per 438 ore l'artista belga Mikes Poppe ha vissuto legato da una catena di 3 metri e mezzo a un blocco di marmo di Carrara, appunto il Peso della Storia, un peso per nulla metaforico di 4 tonnellate. Poppe ha mangiato, dormito, letto, disegnato, scritto, evacuato e soprattutto martellato per quasi 3 settimane cercando di liberarsi da questo peso nella performance De Profundis andata in scena in un'aula del Palazzo di Giustizia di Ostenda. Aveva calcolato di liberarsi in due settimane, ieri, allo scoccare del 19esimo giorno ha alzato bandiera bianca ed è intervenuto un operaio con la sua motosega

Una riflessione sulla speranza e la disperazione dell'artista

"Non la vedo come una sconfitta il fatto di dover esser stato liberato, al contrario, ho potuto comunicare con il pubblico", ha affermato Poppe una volta rotta la catena. "Con questa performance ho voluto affrontare il tema della speranza e della disperazione dell'artista attraverso le emozioni e la poesia e trasmettere tutto ciò al pubblico", ha aggiunto. 

"Questo blocco è un simbolo della Storia, della Storia dell'Arte da cui cerco di liberarmi", ha spiegato ancora riferendosi alle 4 tonnellate di marmo di Carrara con cui si è accompagnato nelle ultime 3 settimane, "ma ho scoperto che è impossibile, è un peso che sempre devo tenere dentro di me".

La vita legato a un blocco di marmo

Poppe, 33enne originario di Anversa, è rimasto nell'aula per 19 giorni in un'atmosfera di quiete rotta dal rumore della catena e da quello del martello e dello scalpello, il pubblico poteva osservarlo dalla tribuna o in streaming, vedere mentre era al lavoro, mentre meditava o dormiva. Due volte al giorno gli portavano un secchio d'acqua per lavarsi e tre volte il pasto anche se una volta ha potuto godere di un extra: del pollo fritto offerto da uno spettatore. 

Il giudice Geert Vlaeminck ha invece spiegato perché la performance si sia tenuta nel Palazzo di Giustizia: "abbiamo tre sale per le udienze e di questa non c'era bisogno in questi giorni". 

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Commenti (1)

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