Sindaco vieta le lettere a Babbo Natale: “Mettono a rischio la privacy dei bambini”

A Rorh, in Germania, proibito appendere liste di desideri all’albero natalizio cittadino. L'amministrazione invoca la normativa europea di protezione dei dati personali

CONTALDO - ANSA

Un’applicazione intransigente della normativa in materia di privacy rischia di impedire ai bambini di Roth, cittadina tedesca, di appendere all’albero addobbato nel centro città le lettere destinate a Babbo Natale. L’amministrazione del Comune bavarese di 30mila abitanti, sostiene di non essere in grado di assicurare la protezione dei dati personali ai minori di 16 anni, che per appendere all’albero le loro liste di regali avrebbero bisogno di una liberatoria firmata dai genitori per autorizzare il trattamento delle informazioni.

Il nuovo regolamento europeo sulla protezione dei dati

Può sembrare assurdo, ma nel Paese in cui le regole sono una cosa seria accade anche questo. Secondo quanto riportato dal giornale Welt, la giunta cittadina ha giustificato il bizzarro divieto citando il nuovo regolamento europeo sulla protezione dei dati (Gdpr), entrato in vigore lo scorso 25 maggio. In forza delle regole vigenti, ogni volta che enti pubblici o privati raccolgono informazioni personali devono richiedere l’espresso consenso al titolare di quei dati, o quello dei genitori in caso di minore.  Se un ente non riesce a proteggere i dati raccolti, è passibile di multe e richieste di risarcimento dalle parti lese. La città di Roth teme che il regolamento si applichi anche alle letterine sull'albero e, dopo aver consultato il responsabile della protezione dei dati dell'amministrazione comunale, ha deciso di vietare l’usanza. Ma a Bruxelles fanno sapere che si tratta solo di un eccesso di zelo.

Bruxelles: la normativa non si applica alle lettere a Babbo Natale

Il divieto di esporre le lettere dei bambini indirizzate a Babbo Natale può considerarsi una diretta conseguenza del regolamento europeo? “Assolutamente no”, assicura un portavoce della Commissione, interpellato sul tema dal giornale online Politico.  L’Esecutivo comunitario precisa che interpretando scrupolosamente le norme in materia di privacy, le lettere a Babbo Natale sarebbero state da vietare anche prima dell’entrata in vigore delle nuove regole europee. “Babbo Natale dovrebbe avere il consenso dei genitori”, sostiene ironicamente il portavoce, “per avere il dati personali per consegnare i doni”. “Queste sono le regole vigenti da vent’anni e il regolamento generale sulla protezione dei dati non ha modificato questa situazione”, ha concluso.

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