Eurocamera: la Lega vuole due presidenze di commissione, ma rischia il "blocco" europeista

Contro Identità e democrazia, dove siede anche il Rassemblement National di Marine Le Pen, ci potrebbe essere un 'cordone sanitario' di popolari, socialisti, liberali e verdi. L'Italia punta sui candidati di Pd e Forza Italia

Savini ai tempi in cui era deputato europeo insieme a Marine Le Pen - © European Union

Le commissioni parlamentari sono state formate. Il Parlamento europeo riunito a Strasburgo ha stabilito composizione numerica e membri di ciascuno dei 22 organismi (20 commissioni e due sottocommissioni), che ora dovranno riunirsi per eleggere i rispettivi presidenti e vicepresidenti. Nella corsa alle poltrone di rilievo c’è anche il gruppo Identità e democrazia (Id), dove siede la Lega di Matteo Salvini. Sono due le presidenze su cui i sovranisti di destra hanno messo gli occhi: commissione Agricoltura e commissione Giuridica. In entrambi i casi c’è l’interesse del Rassemblement National di Marine Le Pen, che potrebbe dunque rappresentare il primo principale concorrente del Carroccio nella corsa non facile agli incarichi di prestigio. Sempre che il gruppo ID riesca a ottenerli.

Il patto per la spartizione delle presidenze

Sembra che cristiano-democratici (Ppe), socialdemocratici (S&D), liberali (Re) e Verdi abbiano raggiunto un accordo politico al fine di formare un cordone sanitario atto a impedire che i sovranisti ottengano cariche apicali. In questo spartizione delle presidenze, il Ppe ha rivendicato per sé sette commissioni sulle venti disponibili: Affari esteri, Cultura, Sviluppo, Industria, Affari costituzionali (qui probabile l’elezione dell’italiano Antonio Tajani), Petizioni e Controllo dei bilanci. Ai socialdemocratici (S&D) spetterebbe invece la guida delle quattro commissioni Affari economici (in lizza di nuovo l’italiano Roberto Gualtieri), Commercio internazionale, Libertà civili, Diritti della donna, più la sotto-commissione per i Diritti umani. I liberali (Re) potrebbero ottenere le commissioni Ambiente e Pesca, più la sotto-commissione Sicurezza e Difesa. Ancora, ai Verdi dovrebbero spettare le presidenza della commissione Mercato interno e Trasporti e turismo, mentre ai conservatori (Ecr) le commissioni Bilanci e Lavoro. La commissione Sviluppo regionale dovrebbe essere appannaggio della sinistra radicale (Gue). Ciò assumendo che il cordone sanitario venga creato dalle forze europeiste.

L'incognita von der Leyen

Tutto è però assai meno scontato del previsto, poiché la presidente designata alla Commissione europea, Ursula von der Leyen (Ppe), rischia di non avere i voti necessari per passare l’esame dell’Aula e ottenere l’incarico. Decisivi, per evitare spiacevoli sorprese, potrebbero essere i voti proprio degli euro-scettici e dei sovranisti. Pronti a chiedere qualcosa in cambio.

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