I 5 Stelle attaccano la Lega: “Noi coerenti, sono loro che hanno violato i patti”

Frizioni in Europa tra le due forze al governo in Italia. Il Carroccio: “Alleati di Merkel, Macron e Renzi”. I pentastellati: “Non hanno rispettato gli accordi presi, ora commissario a rischio”

Foto Ansa

Alleati a Roma, nemici in Europa. La fiducia dell’Eurocamera a Ursula von der Leyen segna un nuovo spartiacque nei rapporti interni al Governo gialloverde. All’indomani del voto che ha visto i Cinque stelle a favore e la Lega contraria all’elezione della politica tedesca alla presidenza della Commissione, le due forze su cui si regge l’esecutivo di Giuseppe Conte hanno iniziato a scambiarsi reciproche accuse di tradimento. Le prime bordate sono arrivate dal Carroccio che, per bocca del capogruppo all’Eurocamera Marco Zanni, ha accusato i pentastellati di essersi addirittura alleati con Angela Merkel, Emmanuel Macron e Matteo Renzi

Un attacco troppo ostile per non scatenare reazioni. A far più male al M5s sono le accuse di cedimento di fronte a Bruxelles. Proprio nella capitale belga, il governo di Roma si era infatti espresso a favore della von der Leyen. I Cinque stelle hanno quindi risposto a muso duro alle accuse della Lega, tirando subito in ballo gli accordi presi da Conte a nome di tutta maggioranza, salvo poi essere disattesi dopo un cambio di idea degli europarlamentari fedelissimi di Matteo Salvini

"La Lega ha sconfessato Conte"

“Il presidente del Consiglio”, fa notare il pentastellato vicepresidente dell'Aula, Fabio Massimo Castaldo, “ha negoziato con i partner europei un commissario di peso per l’Italia”, ma “la Lega ha sconfessato quel patto” e adesso “è difficile che un suo candidato possa passare le audizioni in Parlamento”. Confermando le indiscrezioni dei media italiani, Castaldo ha ricordato che “c'era un accordo politico per cui alla Lega, che aveva prevalso alle elezioni europee, sarebbe spettata la prima scelta”, e quindi la designazione di un leghista per occupare una casella nella futura Commissione von der Leyen.  “Adesso - prosegue Castaldo - aspettiamo di vedere quali saranno le conseguenze di una azione abbastanza improvvida”, ovvero quella di impegnarsi a rispettare gli accordi, per poi voltare le spalle alla tedesca a poche ore dal voto in Aula. “Avevamo ottenuto un buon accordo che andava difeso - conclude Castaldo - chi non lo ha difeso si deve assumere la responsabilità delle sue scelte”.

"Cinque stelle confusi"

“Non credo che il voto di ieri peserà sul prossimo commissario”, mette le mani avanti il leghista (ex-M5s) Zanni. “Vedo i Cinque Stelle molto confusi e alla ricerca di una visione chiara sulla loro idea di Europa”, ha detto l’eurodeputato, mettendo poi il dito nella piaga del mancato accordo tra pentastellati e altri partiti in Europa, che ha relegato il M5s tra i banchi dei “non iscritti” all’Eurocamera. “Il fatto che non siano stati in grado di creare un gruppo e abbiano bussato a quasi tutti i gruppi, dalla destra conservatrice alla sinistra estrema, è indice che gli manca una chiara visione e il voto di ieri lo dimostra”, attacca l'esponente della Lega.  E se Zanni si limita a definire “un grave errore” il semaforo verde alla von del Leyen, ci va giù ben più duro il neo-eurodeputato Vincenzo Sofo, che accusa Luigi Di Maio di aver assunto il ruolo di “cavallo di troia dell’Ue in Italia”.

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La polemica si sposta quindi in Italia con una risposta a nome di tutto il Movimento, direttamente affidata all’house organ “Il blog delle stelle”. “Abbiamo sempre votato in maniera trasversale - ricordano i pentastellati - sulle proposte che ci permettevano di realizzare il nostro programma”. Viene dunque evidenziato, come fatto più volte negli ultimi giorni, l’impegno programmatico della von der Leyen a favore del salario minimo europeo: “Vogliamo portare avanti questa legge di civiltà e lo faremo con tutte le nostre forze”. “Ritornando all’elezione della von der Leyen - prosegue il post - dovete sapere che c’era un accordo”. Il M5s ricorda - ancora una volta - gli impegni presi dal Carroccio. I leghisti, come dimostrato da un tweet dello stesso Salvini, non avevano infatti imposto alcun veto iniziale sul nome della von der Leyen. 

 “Tutti erano d’accordo, con tanto di dichiarazioni pubbliche - affermano i Cinque stelle - poi la Lega, all’ultimo secondo, ha deciso di sfilarsi”. I pentastellati si spiegano il voltafaccia leghista con la ghiotta occasione “per attaccare pubblicamente il Movimento 5 stelle”. “Pur di colpire noi, la Lega ha scelto di condannarsi all’irrilevanza”, sentenzia il Blog.  In conclusione, i pentastellati rimettono in discussione l’appartenenza leghista del prossimo commissario europeo scelto dall’Italia. Facendo capire che le tensioni tra i due alleati a Roma, da oggi rivali a Bruxelles, sono appena cominciate. 

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