L'Ue taglia i fondi alla Turchia. Lega Nord: “Bisogna azzerarli”

Ridotti 105 milioni per il 2018. Altri 70 congelati. Un segnale a Erdogan per la durissima repressione attuata contro gli oppositori politici dopo il fallito golpe del 2016

© European Union, 2017 / Source: EC - Audiovisual Service

Una riduzione di 105 milioni a cui aggiungerne altri 70 “congelati”. E' il taglio deciso dall'Unione europea ai fondi destinati alla Turchia. La decisione è stata presa nel quadro dell'accordo tra Parlamento, Commissione e Consiglio sul bilancio 2018. Su proposta dell'Eurocamera, Bruxelles ha deciso di tagliare i fondi pre-adesione ad Ankara a causa del deterioramento della democrazia, dello stato di diritto e dei diritti umani nel paese. Un segnale al presidente Erdogan che, dopo il fallito golpe del luglio 2016, ha portato avanti una durissima repressione in tutto il Paese contro gli oppositori politici.

La Turchia riceve, come altri paesi candidati a far parte dell'Unione europea, delle risorse dalle casse di Bruxelles per portare avanti quelle riforme strutturali necessarie per diventare Stato membro ed essere in linea con gli standard europei in tema di democrazia, stato di diritto, trasporti, energia e ambiente. Il programma di assistenza finanziaria in corso è l'IPA II, che prevede uno stanziamento complessivo per il periodo 2014-2020 di 4,4 miliardi.

All'anno, la media è di 636 milioni. Per il 2018, la cifra verrà decurtata di 175 milioni, di cui 70 “congelati” (quindi recuperabili). Troppo poco per la Lega Nord, da sempre contraria all'adesione della Turchia all'Unione europea: “Dal nostro punto di vista non basta ridurre i fondi alla Turchia, bisogna azzerarli – attacca il capodelegazione del Carroccio al Parlamento europeo, Lorenzo Fontana - Un regime che incarcera dissidenti e giornalisti, aizza gli islamici in Europa contro le stesse istituzioni europee, calpesta i diritti fondamentali, ha sollevato dubbi sul proprio appoggio indiretto all'Isis, non può né potrà mai essere Europa”.

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