L'Ue apre all'uso del fondo per la pace e la stabilità per finanziare operazioni civili degli eserciti

Finora il suo utilizzo per sostenere interventi delle forze militari era proibito, adesso sarà consentito in situazioni di necessità, quando gli interventi non potranno essere attuati da altri organismi

© European Union 2017 - Source : EP

L'Unione europea rafforza il fondo per la stabilità e la pace aggiungendo 100 milioni di euro al suo bilancio e aprendo, in determinate circostanze, al suo utilizzo da parte delle forze militari. Il fondo copre progetti in 70 paesi per sostenere i compiti civili di militari al di fuori dell'Europa ed è lo strumento principale dell'Ue per sostenere le iniziative di sicurezza, le attività di costruzione della pace e di risposta alle crisi, la preparazione e la prevenzione dei conflitti nei paesi partner. I progetti finanziati nell'ambito dello strumento finora comprendono ad esempio un impianto di dissalazione dell'acqua di mare nella striscia di Gaza, la formazione di esperti civili per le missioni di gestione delle crisi e la de-radicalizzazione dei giovani in Bangladesh.

Il fondo è stato creato nel 2014 con un bilancio di 2,3 miliardi di euro per il 2014-2020, sostituendo lo strumento per la stabilità (IfS) e vari altri strumenti che si concentravano su ltta al traffico di droga, sminamento, sostegno agli sfollati, gestione delle crisi, riabilitazione e ricostruzione dei teatri di guerra.

I progetti che potranno essere sostenuti da questi nuovi fondi spaziano dalla formazione, all'addestramento e alla consulenza di forze militari straniere su argomenti quali i diritti umani o la protezione delle donne e dei bambini, ma serviranno anche ad assicurare la fornitura di attrezzature o infrastrutture non letali, come ad esempio sistemi informatici o ospedali. I deputati della commissione Affari esteri del Parlamento europeo hanno approvato, con 27 voti a favore, 7 contrari e 2 astensioni l'accordo informale raggiunto dai negoziatori dell'Aula con il Consiglio Ue dando per la prima volta il via libera a che il fondo possa finanziare attività degli eserciti dei paesi terzi per fornire attività di sviluppo. Ci saranno però dei paletti: questo dovrà avvenire solo se il paese partner e l'Europa concorderanno che i militari siano fondamentali per preservare la pace o superare una crisi e che le forze civili del posto non siano in grado di far fronte a una determinata sfida. Il Parlamento europeo avrà un ruolo di monitoraggio a la Commissione dovrà riferire in Aula sull'attuazione delle nuove norme. L'esecutivo farà poi una valutazione sull'impatto e l'efficacia del fondo entro il giugno del 2020.

Il sostegno alle forze militari era stato finora escluso dai finanziamenti di questo fondo, anche se in alcuni casi è l'esercito è ritenuto l'unico organismo in grado di ripristinare la sicurezza e i servizi di base in situazioni di pericolo. In nessun modo però, garantiscono i deputati, questi soldi potranno essere utilizzati per la creazione di eserciti stranieri, l'acquisto di armi o per la formazione nelle tecniche di combattimento.

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