L'ex re del Belgio dovrà fare il test del Dna per scoprire se ha una figlia illegittima

Delphine Boel afferma che Alberto II sia suo padre ma il sovrano, che nel 2013 ha abdicato a favore del figlio, nega la paternità che sarebbe il frutto di una relazione avuta quando era ancora principe. Per ogni giorno in cui rifiuterà di fare l'esame dovrà pagare un'ammenda di 5mila euro

Alberto II - foto Ansa BENOIT DOPPAGNE

Sembra la trama di una soap opera ma è invece la realtà. L'ex re del Belgio, Alberto II, marito di Paola Ruffo di Calabria, deve pagare 5mila euro di multa per ogni giorno in cui rifiuterà di sottoporsi al test del Dna nella causa per stabilire se sia lui il padre di Delphine Boel, che da tempo sostiene di essere sua figlia illegittima.

Il rifiuto del test

A febbraio il re, che nel 2013, raggiunti gli 80 anni aveva abdicato in favore del figlio Filippo, aveva già respinto la richiesta di test. L'ex sovrano aveva presentato ricorso in cassazione dopo che a novembre la corte d'appello gli aveva ingiunto di effettuare il test entro tre mesi. I giudici hanno però deciso che data l'età sa sua età. 84 anni, non si può aspettare fino alla nuova sentenza. Il test dovrà quindi essere effettuato subito, a patto però che il risultato venga reso noto solo quando la cassazione si sarà pronunciata, spiegano i media belgi, in modo tale da poterlo eventualmente segreto nel caso in cui il suo ricorso venga accettato.

Le voci

Le prime voci su una figlia illegittima di Alberto comparvero in una biografia non autorizzata della moglie Paola di Liegi nel 1999. Ma è solo nel 2005 che Delphine Boel ha affermato che Re Alberto fosse il suo vero padre. La donna, oggi cinquantenne, sarebbe nata dalla relazione che la baronessa Sybille de Selys Longchamps intrattenne fra il 1966 e il 1984 con Alberto, allora principe di Liegi. L'ex re è salito al trono nel 1993 dopo la morte del fratello maggiore, Baldovino. Ha poi abdicato nel 2013 per motivi di salute, cedendo lo scettro al figlio Filippo. Poco dopo Delphine Boel ha avviato la causa per il riconoscimento di paternità, provocando speculazioni sulle vere ragioni dell'abdicazione.

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