Cecile Kyenge lancia la "lobby" degli afro-italiani: "Affermiamo la nostra cittadinanza"

L'eurodeputata del Pd presenta a Modena Afroitalian Power Initiative per un nuovo approccio alla partecipazione politica, sociale ed economica degli africani d'Italia

"In un momento in cui assistiamo alla crescita dell’afrofobia e alla marginalizzazione dei migranti in Italia, vogliamo riscattare e rianimare gli attori sociali afro-italiani per il bene di tutto il Paese". È con queste parole che l’eurodeputata del Pd Cécile Kyenge presenta la sua nuova avventura politica, la API - Afroitalian Power Initiative, battezzata in questi giorni a Modena. 

"Europa e Africa - dice Kyenge - non sono mai stati così vicine. E lo stesso vale per l'Italia". Ecco perché API mira a coinvolgere in maniera capillare il territorio, rivolgendosi a tutti i protagonisti afro-italiani del tessuto sociale, politico, ed economico del Belpaese: l’obiettivo fondamentale dell’iniziativa è infatti il rafforzamento del ruolo attivo della diaspora africana in Italia.

Per questo motivo, API ospiterà al suo interno tre macro-aree tematiche: da una parte, si colloca a conclusione del progetto EuropAfrica, ideato per promuovere il protagonismo delle realtà economiche italiane attraverso i finanziamenti europei destinanti alla cooperazione allo sviluppo con l’Africa; dall’altra, con ImpresAfrica si pone il doppio obiettivo di rafforzare la partecipazione della diaspora alla cooperazione, e di costruire un quadro partecipativo che consenta alla stessa diaspora di affermare la propria cittadinanza in Italia e in Europa. In questo senso, la volontà è quella di passare dall’assistenzialismo al protagonismo che si concretizza nelle iniziative economiche e politiche degli afro-italiani. E infine, con “Afro-italiani in Movimento”, si lavorerà sulle politiche di autoaffermazione civica e politica.

Per chi vuole saperne di più: www.cecilekyenge.it/api.

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Commenti (11)

  • afroitalyblacksploitation, loaded

  • certamente condivido i precedenti commenti. Questo è il ringraziamento che questa "gentilissima Signora" riserva all'ITALIA che le ha dato tante opportunità ( non ultima la formazione universitaria)????? E' ITALIANA? In Italia la lingua ufficiale è l' ITALIANO. Per logica conseguenza sarebbe da aspettarsi che la Dottoressa fosse perlomeno RICONOSCENTE all'Italia e scrivesse in ITALIANO (evidentemente è chiedere troppo).

    • certamente condivido i precedenti commenti. Questo è il ringraziamento che questa "gentilissima Signora" riserva all'ITALIA che le ha dato tante opportunità ( non ultima la formazione universitaria)????? E' ITALIANA? In Italia la lingua ufficiale è l' ITALIANO. Per logica conseguenza sarebbe da aspettarsi che la Dottoressa fosse perlomeno RICONOSCENTE all'Italia e scrivesse in ITALIANO (evidentemente è chiedere troppo).

      Se lei ha un minimo di buon senso e ancora meglio se è dotata di una capacità di analisi coerente puo, cortesemente, spiegare ad uno ignorante come il sottoscritto in cosa ritiene di aver rilevato una mancanza di riconoscimento all'Italia? non sono particolarmente tifoso di C. Kyenge, ma quando leggo dei commenti assurdi come le sue mi vengono i bollori per denotano l'alto grado di ignoranza e di malafede di noi italiani: attaccare per attaccare. Se ho letto bene si sta parlando di "Afroitaliani" e cioé di africani naturalizzati italiani con l'invito a partecipare alla vita attiva e da uscire da l'assistenzialismo. A quanto pare lei è italiani ma l'Italiano non la capisce direi proprio

  • Come è evidente il soggetto ha già previsto la fine della pacchia a Bruxelles, e se ne è inventata un'altra per campare alla grande. Quindi, in mancanza di altro, solita tiritera farneticante sul nemico immaginario, poi ti mette una sigla inglese per indicare un presunto movimento africano in Italia. Un guazzabuglio ridicolo. Chissà se l'ente contribuira a rimborsare le vittime dei suoi protetti impuniti, che ogni giorno aumentano di numero. Sarebbe qualcosa di utile per chi ti mantene ad ufo immeritatamente per anni. Adesso comunque, per la legge di azione-reazione, mi aspetto la nascita di analogo movimento, del tipo Italian Native Movement, INM, sul tipo di quello dei nativi americani...

  • Vorrei che foste voi afro a non imporre a noi la vostra cultura e le vostre idee che non corrispondono affatto a quelle italiane ossia il Paese che vi ospita.Avete portato maleducazione e anche illeciti .Non é razzismo é chiedere rispetto per le nostre regole

    • Vorrei che foste voi afro a non imporre a noi la vostra cultura e le vostre idee che non corrispondono affatto a quelle italiane ossia il Paese che vi ospita.Avete portato maleducazione e anche illeciti .Non é razzismo é chiedere rispetto per le nostre regole

      Certo! non è razzismo ma pura ignoranza! invitare africani naturalizzati ad integrarsi partecipando alla vita attiva del paese, uscendo così dal solito assistenzialismo, secondo lei cos'è? invitare persone ad integrarsi nel tessuto sociale del nostro paese, secondo lei, è imporre non so cosa lei si sta immaginando nella testa? si può essere così vuoti di buon senso nella vita?

  • Aggiungo: gli stessi che difendono il risorgimento voluto dai Savoia e approvato dal 2% degli italiani, quelli ammessi ai Referendum, ben diverso da quello voluto da Garibaldi, Mazzini, Brofferio ecc.

  • Definiscono gli Italiani (noi indigeni, cioè nati in Italia da genitori italici) razzisti. Belin! che faccia di bronzo. Del resto la vicenda della Kyenge dimostra che i veri nemici dell'Italia sono gli italiani tolleranti.

  • Nessuno ce l'ha con voi, noi ce l'abbiamo con le vostre idee di sottomettere gli italiani, gli stessi che hanno creato una Patria, ricchezza e benessere anche per voi. La cosa che vorremmo è un po' di gratitudine e di umiltà. Fino a quando non imparerete a rispettarci, io ce l'avrò con voi e soprattutto con lei sign.ra Kyenge (afroitaliana) che non fa altro che sputare nel piatto nel quale sta ancora mangiando!

    • Sono pienamente in accordo con lei Fabio

  • Già il nome del movimento dice tutto: "Afroitalian Power Initiative". Un nome che contiene sì un riferimento all'Italia, ma è un nome non italiano. Uno degli obiettivi di queste persone sarà appunto quello di cambiare i connotati alla nostra patria, di dissolvere l'identità culturale italiana, che di per sé non può che esprimersi in lingua italiana, in una poltiglia informe e indefinita che avrà come sua lingua di espressione l'inglesaccio di internet, con cui si possono esprimere soltanto concetti banali, rozzi e approssimativi, senza alcuna sfumatura di pensiero.

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