Juncker ammette: “Orban per me è un eroe”

“Ride quando lo chiamo ‘dittatore’, siamo in buoni rapporti”, le parole (non smentite) del presidente della Commissione Ue nel corso di un’intervista per un giornale polacco 

Smancerie di fine mandato o sincera attestazione di stima? Comunque la si pensi, sono destinate a far discutere le parole di Jean-Claude Juncker che, nel corso di un’intervista con un giornale polacco, ha definito Viktor Orban “un eroe”. Anche se in Europa militano entrambi nel Partito popolare, il rapporto tra il presidente della Commissione Ue e il primo ministro ungherese non si può dire sia stato idilliaco. La campagna pubblicitaria che prendeva di mira George Soros e lo stesso Juncker è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, convincendo i popolari a sospendere la formazione Fidesz, capitanata dal premier ungherese, dal Ppe

Sospesa ma non espulsa, come aveva chiesto l’ex premier lussemburghese. Ma tra i due “c’è un buon rapporto personale”, o almeno così afferma Juncker. “Lo conosco dalla seconda metà degli anni ’90, quando divenne primo ministro per la prima volta”, ha detto il presidente della Commissione in un’intervista al quotidiano Rzeczpospolita. “In precedenza, lo ammiravo per il coraggio dimostrato quando l'esercito sovietico era ancora piazzato in Ungheria”, ricorda Juncker, riferendosi ai primi passi in politica di Orban, come oppositore di Mosca. “Per anni l’ho chiamato, in privato, ‘dittatore’ e lui rideva”, rivela il numero uno di Palazzo Berlaymont. Che forse non si ricorda di averlo apostrofato in questo modo anche di fronte alle telecamere. 

“Lo stato di diritto è la chiave di volta dell'Unione europea”, sostiene Juncker che poi minimizza: “Di tanto in tanto, alcuni Paesi si concedono un certo grado di insubordinazione, a seconda di chi è al potere e della fase politica che stanno attraversando”. “Ma sono fiducioso che, tra qualche anno, questi problemi non ci preoccuperanno più”, sottolinea con ottimismo. 

Commentando la situazione politica in Polonia, il presidente della Commissione prevede che l’ex repubblica sovietica non abbandonerà l’Unione europea. Menzionando i miliardi che il Paese ha ricevuto in finanziamenti Ue, Juncker assicura che “i polacchi non vogliono rinunciare a tutto ciò”. “La Polonia è con noi, perché condividiamo valori comuni”, ha concluso. 

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