Juncker ai britannici: "Se rinvio Brexit, preparatevi alle europee". E Farage pensa al gran ritorno

Se il divorzio fosse posticipato il Paese dovrebbe partecipare alle elezioni di maggio. L'ex leader dell'Ukip ha già assicurato che in quel caso lui ci sarà, con il suo nuovo partito

farage e Juncker - foto Fred Marvaux © European Union

Con la scadenza del 29 marzo che si avvicina sempre più, il Regno Unito non è ancora riuscito a strappare un accordo con l'Unione europea che sia accettabile per il suo Parlamento, e se non ci riuscirà a breve una delle ipotesi in campo per evitare un pericoloso No Deal è quella di allungare i tempi del divorzio. Ma nel maggio prossimo ci sono le elezioni europee e, per quanto uscente, se a Gran Bretaga facesse ancora parte dell'Ue in quel mese, dovrà partecipare alla competizione elettorale come tutti gli altri Stati membri. "Non è la Commissione europea che decide quando il Regno Unito lascerà l'Ue, ma solo il Regno Unito. Theresa May dice che uscirà il 29 marzo. Se dovesse rimanere oltre maggio, in quanto membro dell'Ue deve organizzare le elezioni europee. Il trattato è il trattato e questo è quello che dice". Lo ha specificato il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, in una dichiarazione veicolata via Twitter dalla portavoce della Commissione Mina Andreeva.

Farage e il Partito Brexit

E c'è già chi sta scaldando i motori per partecipare alle elezioni. Primo tra tutti proprio quello che forse più di tutti è stato l'alfiere del divorzio dall'Europa: Nigel Farage. Uscito dall'Ukip in polemica con la linea che il partito ha preso, Farage ha deciso di aderire a un nuovo movimento che si chiamerà proprio Partito Brexit, assicurando che nella eventuale competizione di maggio non mancherà. “Sarebbe mio dovere”, ha affermato. Lanciata ufficialmente l'8 febbraio su iniziativa della ex responsabile delle politiche economiche dell'Ukip, Catherine Blaiklock, la nuova formazione politica avrebbe già 100mila iscritti, stando a quanto lo stesso Farage ha affermato in un tweet domenica scorsa. E se fosse vero sarebbe un risultato straordinario se si pensa ad esempio che i conservatori hanno circa 124mila membri. Il partito ha già 7 eurodeputati eletti, cosa che gli permetterebbe tra l'altro di non dover raccogliere firme per partecipare alle elezioni di maggio. Oltre a Farage ci sono anche Tim Aker, Jonathan Bullock, David Coburn, Bill Etheridge, Nathan Gill, e Julia Reid.

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Le scissioni di Tory e Laburisti

E il Partito Brexit potrebbe non essere l'unica nuova formazione politica del panorama britannico. Tre deputate britanniche pro-Remain hanno annunciato le loro dimissioni dai Tory e si sono unite al Gruppo Indipendente formato dagli otto laburisti scontenti che hanno lasciato il partito di Jeremy Corbyn lunedì scorso. Anna Soubry, Sarah Wollaston e Heidi Allen hanno lasciato il partito della premier May a causa di quella che hanno definito una "disastrosa gestione della Brexit”. Le tre deputate Tory si sono unite agli otto laburisti scissionisti, Luciana Berger, Chuka Umunna, Mike Gapes, Ann Coffey, Angela Smith, Chris Leslie, Gavin Shuker e Joan Ryan. May si è detta "dispiaciuta" per la decisione delle tre deputate. "Il Paese merita di meglio, crediamo che ci sia un fallimento della politica in generale, non solo nel Partito Conservatore ma nei due principali partiti che si sono spostati agli estremi lasciando milioni di persone senza rappresentanza", hanno scritto nella lettera di dimissioni. Il gruppo potrebbe diventare presto un nuovo partito centrista.

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