Johnson al contrattacco: “Sfiduciatemi e torniamo alle urne”. Ma sarebbe No Deal

Le opposizioni vogliono tornare al voto ma chiedono che prima si escluda una Brexit senza accordo

Foto Ansa EPA/WILL OLIVER

Avrebbe dovuto trovarsi sul banco degli imputati, dopo che la Corte Suprema ha definito la sospensione del Parlamento da lui voluta “illegale e nulla”. Invece Boris Johnson ha deciso di passare al contrattacco. "Il popolo di questo Paese ne ha abbastanza. Questo Parlamento deve o farsi da parte" e permettere che "la Brexit sia fatta", o "presentare una mozione di sfiducia ed affrontare finalmente il giorno del giudizio di fronte agli elettori", ha tuonato nella Camera dei Comuni appena riaperto con 20 giorni di anticipo rispetto ai tempi che avrebbe voluto il governo.

Il rischio No Deal

Ma l'opposizione al momento ha le mani legate, se BoJo venisse sfiduciato adesso e si andasse alle elezioni subito non ci sarebbe il tempo per chiedere un rinvio della Brexit entro il termine ultimo del 18 ottobre, e questo vorrebbe dire un No Deal il 31 dello stesso mese. “Vuole elezioni? Chieda un rinvio della Brexit e le otterrà”, ha tuonato Jeremy Corbyn secondo cui "il primo ministro avrebbe dovuto avere la dignità di dimettersi dopo che la corte suprema ha sentenziato che il governo non aveva alcun diritto di sospendere il Parlamento". Il leader del laburisti ha accusato il premier di non aver invece mostrato alla Camera "nemmeno una briciola di rimorso o di umiltà", oltre a "nessuna sostanza" sui piani per il divorzio dall'Unione europea. "Per il bene del Paese, se ne vada", ha concluso. Una richiesta condivisa non solo da tutti i partiti di opposizione, ma anche dal Financial Times che ha pubblicato un editoriale per chiedere al leader dei conservatori di farsi da parte.

Ipotesi governo provvisorio

Se Johnson decidesse di fare un passo indietro si potrebbe formare un governo provvisorio, guidato magari da Corbyn e sostenuto dai ribelli Tory, che potrebbe assicurare un'estensione della data della Brexit oltre il 31 ottobre e organizzare delle nuove elezioni. Ma Johnson non ha nessuna intenzione di lasciare e anzi, nonostante il Parlamento abbia già votato una mozione che lo obbligherebbe a chiedere un rinvio, ha affermato che non ha nessuna intenzione di rispettarla.

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