Un italiano guiderà la vigilanza bancaria europea, ma non piace a Lega e 5 Stelle

Andrea Enria è stato votato a maggioranza dal Consiglio dei governatori della Bce che lo ha preferito al candidato appoggiato dalla Germania. Ma per la Lega “non farà gli interessi degli italiani”

© European Union

Sarà un italiano a guidare la supervisione bancaria dell'Eurozona, un italiano che però non è ben gradito al governo del nostro Paese targato Lega e Movimento 5 Stelle. Lo spezzino Andrea Enria, classe 1961, è stato designato ieri, 7 novembre, con un voto del Consiglio dei governatori della Bce. In un comunicato la Bce ha annunciato che la maggioranza si è espressa a favore di Enria, attualmente presidente dell'Autorità bancaria europea, preferendolo per il posto di capo del Meccanismo unico di supervisione (Ssm) alla candidata che fino a poco prima era data per favorita, quella del vicegovernatore della Banca d'Irlanda Sharon Donnery.

La strategia di Berlino

Il Ssm è l'organizzazione della Bce che supervisiona l'operato delle banche dell'Eurozona. Attualmente è diretto dalla francese Danie'le Nouy, il cui mandato terminerà alla fine di quest'anno. Il governo tedesco si è molto speso per appoggiare la candidatura di Donnery. Secondo funzionari della Bce citati dal "Financial Times", il vero obbiettivo di Berlino era impedire al governatore della Banca d'Irlanda, Philip Lane, di diventare il capo economista del Comitato esecutivo della Bce. L'incarico sarà vacante dall'estate del 2019 e la Germania vorrebbe che fosse assegnato a un tedesco. Il calcolo di Berlino era che l'Irlanda non potesse ottenere in meno di un anno due posti-chiave alla Bce. Tuttavia, la sconfitta di Donnery apre la strada a Lane, che è molto ben visto dal presidente della Bce Mario Draghi.

Un italiano in un ruolo delicato

A proposito della nomina di un italiano in un posto tanto delicato, il Ft cita il commento del professore Nicolas Ve'ron, dell'istituto per gli studi economici Bruegel di Bruxelles, secondo cui "inevitabilmente ci saranno commenti negativi in Germania perché si tratta di un italiano, ma sono fuori luogo, in passato Enria ha infatti dimostrato più volte di non essere prigioniero degli interessi dell'Italia". Enria si è laureata con lode all'università Bocconi d'Italia nel 1987, ha conseguito un mastera Cambridge e ha lavorato negli ultimi 30 anni come economista e senior expert presso la Banca d'Italia e la Bce.

Il governo contrario

Ma al governo italiano non è mai piaciuto. Il 23 ottobre, quando la commissione per gli Affari economici e monetari del Parlamento europeo stava deliberando sul suo candidato favorito, Marco Zanni, eurodeputato eurodeputato eletto con i 5 Stele e poi passato alla Lega, ha lasciato la stanza. "Nessuno dei tre candidati avrebbe a cuore gli interessi italiani", disse in seguito Zanni come riportato da Politico (il terzo candidato era il francese Robert Ophèle.) Il 14 novembre prossimo, Enria dovrà passare proprio il vaglio della commissione Economia e finanza del Parlamento europeo ed infine la sua nomina dovrà essere ratificata a dicembre dall'assemblea plenaria di Strasburgo. Per il "Financial Times", è improbabile che i deputati europei sollevino obiezioni alla nomina, visto che in precedenza avevano già definito Enria come la persona "con maggior esperienza" nella rosa di candidature per la guida del Ssm.

Momento delicato

Con ogni probabilità quindi Enria guiderà per i prossimi cinque anni il Ssm, proprio quando questo assume un'eccezionale importanza. La Vigilanza della Bce sarà infatti tra l'alto responsabile della concessione delle licenze necessarie alle banche del Regno Unito e degli Usa he saranno costrette a trasferire una parte delle loro attività nell'Ue per poter continuare ad avere accesso ai mercati finanziari europei dopo la Brexit.

Le banche italiane

Inoltre, il Ssm supervisiona i maggiori istituti di credito italiani, incluso il Monte dei Paschi di Siena che l'anno scorso èstato salvato dal governo di Roma con un piano di ristrutturazione costato diversi miliardi di euro. In generale, nota il "Financial Times", i bilanci delle banche italiane sono oberati da una montagna di crediti a rischio, anche se gli ultimi stress test condotti proprio dall'Autorità bancaria europea, guidata attualmente da Enria, la scorsa settimana ne hanno certificato il buon stato di salute. Ciononostante, commenta il "Financial Times", Enria non è stato appoggiato dal governo di Roma e non è amato neppure dai banchieri italiani che lo accusano di averli ingiustamente penalizzati.

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