Nasci povero, resti povero. Italia ultima in classifica tra i Paesi G7 per mobilità sociale

I primi tre miliardari italiani possiedono una ricchezza superiore all’intero 10% della popolazione. La denuncia di Oxfam: “La disuguaglianza economica è un fenomeno ormai fuori controllo”

Senzatetto all'interno della stazione Tiburtina a Roma, ANSA/CLAUDIO PERI /DC

Il patrimonio delle 22 persone più facoltose del mondo è superiore alla ricchezza di tutte le donne africane messe assieme. Il rapporto che mette a nudo la distribuzione della ricchezza, firmato dagli esperti del World Economic Forum (Forum economico mondiale), arriva alla vigilia della consueta riunione invernale nella cittadina elvetica di Davos. L’allarme sulla crescita esponenziale della diseguaglianza arriva proprio dagli organizzatori delle quattro giornate di dibattiti tra leader politici, imprenditori e ‘paperoni’ di vari settori, spesso finiti sotto accusa dai movimenti no global e dalle forze politiche di sinistra. E se quello dell'abissale disparità è ormai un tema mondiale, un altro problema - forse ancora più preoccupante - riguarda più da vicino il Belpaese: il blocco dell’ascensore sociale.

La classifica

L’Italia è infatti ultima tra i Paesi G7 per indice di mobilità sociale. La classifica, che mette in ordine le performance di 82 Stati, tiene conto delle politiche che aumentano le possibilità dell’intera popolazione di raggiungere il pieno potenziale economico, garantendo un reddito superiore per sé stessi, ma anche una maggiore ricchezza diffusa. A parlare chiaro è l’indice generale, che corrisponde a un mix sulla qualità dell’istruzione e della formazione continua, dell’accesso alle tecnologie, delle opportunità e delle condizioni di lavoro. L’Italia si classifica 34ma, alle spalle non solo dei Paesi scandinavi (tutti in cima alla lista), ma anche dei vicini di casa francesi (12mi), tedeschi (11mi) e spagnoli (28mi). E perfino di ex repubbliche sovietiche, come Polonia (30ma), Repubblica Ceca (19ma) e Slovacchia (32ma). Tra i Paesi del G7 più vicini all'Italia ci sono, invece, il Regno Unito (21mo) e gli Stati Uniti d'America (27mi).

Distribuzione della ricchezza in Italia

Sulla base dei dati Oxfam, che attinge al World Wealth Report del Credit Suisse, gli italiani che rientrano nel 10% più ricco della popolazione possiedono oltre sei volte la ricchezza del 50% più povero. La quota di ricchezza nelle mani dell'1% più ricco degli italiani supera quanto possiede il 70% più povero. I soli primi 3 miliardari italiani della graduatoria Forbes hanno una ricchezza netta (37,8 miliardi di euro a fine giugno 2019), superiore rispetto a quella di quei 6 milioni di persone, che costituiscono il 10% più povero della popolazione italiana.

Alla fine del primo semestre del 2019, a fronte di una ricchezza nazionale netta di 9.297 miliardi di euro, il 20% più ricco degli italiani ne deteneva quasi il 70%. Il successivo 20% poteva contare sul 16,9% della ricchezza, mentre al 60% più povero spettava il solo 13,3%

LEGGI ANCHE: Ultraricchi, l'Italia supera la Svizzera: Ferrero e del Vecchio nella top10 dei paperoni Ue

Squilibri mondiali

“La disuguaglianza economica è un fenomeno ormai fuori controllo”, tagliano corto gli attivisti di Oxfam (confederazione di ong attive nel contrasto della povertà globale). A livello mondiale si calcola che l'1% più ricco della popolazione detenga più del doppio della ricchezza netta posseduta da 6,9 miliardi di persone. D’altro canto, la ricchezza nelle mani della metà più povera dell'umanità (ovvero 3,8 miliardi di persone) corrisponde al patrimonio detenuto dai 26 ‘paperoni’ più ricchi del mondo. Quasi la metà della popolazione mondiale vive con meno di 5,5 dollari al giorno.

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