L'Italia non conta nulla in Europa? Le poltrone dicono il contrario

Dopo il voto sull'Agenzia del farmaco che ha sancito la sconfitta della candidatura di Milano, in tanti hanno lamentato la presunta “debolezza” del Belpaese nei rapporti di forza con gli altri Stati membri. Ma gli italiani nei ruoli di comando dell'Ue non mancano. Anzi

© European Union 2017 - Source : EP

La sconfitta di Milano nella corsa per aggiudicarsi l'Agenzia europea del farmaco ha ridestato le polemiche sulla presunta “debolezza” nell'Italia nei rapporti di forza con gli altri Stati membri dell'Unione europea. Da Brunetta a Salvini, passando per Meloni e il Movimento 5 Stelle, la critica comune è riassumibile in una frase: contiamo poco o nulla in Europa. Ma è davvero cosi'?

Per rispondere alla domanda ci si puo' concentrare su diversi aspetti. Uno di questi è il numero di italiani nei posti di comando dell'Ue. E tra ruoli politici e istituzionali, a Bruxelles come a Strasburgo e Francoforte, non siamo messi poi cosi' male. Anzi.

I presidenti Ue

Partiamo dai presidenti. Innanzitutto, c'è Mario Draghi, il presidente della Banca centrale europea, che da tempo è nel mirino dei falchi tedeschi (ma non solo) poiché accusato di favorire, con le sue politiche monetarie, proprio l'Italia. A scapito degli interessi germanici. Altra istituzione, altro presidente italiano: a guidare il Parlamento europeo, infatti, c'è Antonio Tajani, ex commissario Ue. Riassumendo, dunque, delle cinque istituzioni più importanti dell'Unione (Commissione, Consiglio, Parlamento, Bce ed Eurozona), ben due sono italiani. Gli altri sono un olandese, un lussemburghese e un polacco. 

In Commissione, poi, il nostro Paese puo' contare su una figura di rilievo, la vicepresidente e Alta rappresentante della Politica estera Federica Mogherini. Un ruolo che ha una doppia valenza, perché a metà tra Esecutivo e Consiglio. E che ha permesso all'ex ministra degli Esteri Mogherini di partecipare da protagonista a tavoli internazionali delicatissimi, come quello sul nucleare in Iran. A cui c'erano Francia e Germania ma non l'Italia. 

Restando in tema di vicepresidenti, al Parlamento Ue possiamo contare su ben due italiani: il democratico David Sassoli e l'esponente M5s, da poco eletto, Fabio Massimo Castaldo. Da segnalare poi, come alla guida del secondo gruppo politico dell'Eurocamera, quello dei Socialisti e Democratici, sieda ormai da quasi quattro anni il lucano Gianni Pittella. Mentre tra i vicepresidenti del gruppo più forte di Bruxelles, il Ppe, c'è la lombarda Lara Comi.

I dirigenti pubblici

Ci sono poi i ruoli apicali all'interno dell'amministrazione Ue. E anche qui non possiamo certo dire di essere sotto rappresentati. Alla Commissione europea, per esempio, l’Italia è il secondo paese più rappresentato dopo la Germania: 4 direttori generali, 2 vicedirettori generali, 30 direttori e 116 capi unità. 

Al Parlamento europeo, invece, possiamo contare su 3 direttori generali, 4 direttori e 30 capi unità. Anche qui siamo il secondo paese più rappresentato, sempre dietro la Germania. E poi c’è il SEAE, il Servizio europeo per l’azione esterna, cui fa riferimento l'Alta rappresentante Mogherini. Qui sono italiani 2 direttori generali e 2 direttori. Ma anche 13 capi missione presso le varie delegazioni dell’Unione europea nel mondo. Anche in questo caso siamo il secondo paese Ue per numero di funzionari in posizioni apicali, stavolta dietro alla Francia. 

Le lobby

Infine, essendo Bruxelles anche il luogo in cui si confrontano le lobby di tutta Europa, come non citare Luca Visentini ed Emma Marcegaglia: il primo guida la Confederazione generale dei sindacati europei, la seconda è a capo di BusinessEurope, la Confindustria Ue. Insomma, anche quando si parla di parti sociali in Europa, la lingua è italiana.  

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Per riassumere, il nostro paese non puo' certo dire di non avere il “peso” politico e istituzionale per incidere nelle decisioni dell'Ue. Quello che manca, a detta di molti, è la capacità della politica italiana di “fare squadra” a Bruxelles. “Altri a volte fanno sistema più di noi”, ammette Mogherini.  

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