Minacce e aggressioni ai giornalisti, l'Italia è il Paese europeo in cui ce ne sono di più

Non solo Federico Ruffo, l'Index on Censorship segnala che purtroppo i casi nella Penisola sono maggiori che nel resto del continente

Federic Ruffo

Il caso di Federico Ruffo, giornalista di Report a cui hanno tentato di bruciare la casa ad Ostia, ha riportato prepotentemente all'attenzione dell'opinione pubblica la questione delle minacce ai giornalisti. Quello di Ruffo purtroppo però non è un caso isolato non solo in Europa, ma soprattutto in Italia, che ha il triste primato di essere lo Stato in cui minacce e aggressioni sono più frequenti nel continente. Lo rivela l'Index on Censorship, un'organizzazione per la difesa della libertà di espressione, che ha pubblicato un nuovo rapporto che illustra lo stato della libertà dei media in 35 paesi europei negli ultimi quattro anni.

Nel rapporto si descrivono fatti come effigi bruciate, insulti, sputi, minacce di morte, cause legali, aggressioni ma anche stupri e omicidi. Il rapporto dal titolo Demonising the Media: Threats to Journalists in Europe raccoglie 3mila incidenti segnalati e verificati dal team Mapping Media Freedom, che comprende una serie di corrispondenti in tutta Europa.

"L'enorme numero di denunce sottolinea che le minacce alla libertà dei media si stanno verificando in tutta l'Ue, non solo nei paesi che si ritiene siano ai margini della comunità”, ha affermato il Ceo di Index Jodie Ginsberg, secondo cui “la demonizzazione dei media è uno dei problemi chiave che abbiamo identificato: dalla legislazione sulla sicurezza nazionale utilizzata per mettere a tacere i giornalisti investigativi allo scardinamento dell'indipendenza editoriale delle emittenti pubbliche in tutto il continente. Tutto ciò ha avuto luogo in un'atmosfera tossica che i giornalisti si trovano ad affrontare su scala globale".

Il rapporto segnala 445 aggressioni fisiche verificate in tutta la regione, con l'Italia come stato membro dell'Ue con il maggior numero di segnalazioni di aggressioni fisiche (83), seguita da Spagna (38), Francia (36) e Germania (25). Ci sono stati poi 697 atti intimidatori e anche qui l'Italia è purtroppo al top per le segnalazioni: ben 133. Dopo di noi ci sono Romania (47), Croazia (41), Francia (39) e Ungheria (36). Nei paesi candidati e potenziali candidati all'Unione europea la Bosnia-Erzegovina ha registrato 47 incidenti, la Serbia (40), la Fyrom (31), la Turchia (31) e il Montenegro (19).

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