Brennero, il governo denuncia all'Ue gli 'amici sovranisti' austriaci. E fa fronte con la Germania

Roma e Berlino si rivolgono chiedono a Bruxelles di intervenire contro la scelta di Vienna di imporre delle restrizioni al passaggio di camion diretti nel nostro Paese

Il cancelliere austriaco Kurz con il premier Conte - foto Palazzo Chigi

L'Austria di Sebastian Kurz dovrebbe essere uno dei potenziali alleati del governo italiano di Giuseppe Conte, nel fronte sovranista tanto caro al leghista Matteo Salvini. Eppure quando si tratta di difendere i propri interessi nazionali, il sovranismo appunto, Vienna non sembra disposta a porgere la mano a Roma. E così l'Italia chiede aiuto e trova un'inaspettata alleanza nella tanto vituperata Germania di Angela Merkel. Il punto dello scontro è la decisione di prolungare la misura anche al secondo semestre di quest'anno del “sistema di dosaggio” sui veicoli pesanti provenienti dalla Germania in transito sull'autostrada dell'Inntal, l'asse del Brennero, e diretti in Italia.

La lettera di Italia e Germania

Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, è tornato a torna a scrivere alla commissaria ai ai Trasporti, Violeta Bulc, dopo averlo fatto già lo scorso febbraio, “per ribadire con ancora più forza la propria contrarietà nei confronti delle misure restrittive per l'autotrasporto previste unilateralmente dal Tirolo”, riferisce il ministero in una nota. E questa volta la missiva è una comunicazione congiunta scritta a quattro mani con il ministro del Trasporti tedesco Andreas Scheuer. I due ministri, spiega il dicastero, "chiedono che Bruxelles inviti le autorità austriache a desistere dall'adozione di misure che, se adottate, arrecherebbero un ingente danno alle imprese di autotrasporto che attraversano il corridoio del Brennero, con pesanti ricadute sull'economia italiana e su quella tedesca".

I danni all'autotrasporto italiano

Le misure a cui si fa riferimento, prosegue la nota “imporrebbero pesanti limitazioni al trasporto di alcune merci e di alcuni autoveicoli provenienti dall'estero, quindi dall'Italia, nel Land del Tirolo. Scelte che penalizzerebbero esclusivamente il traffico di transito e tutelerebbero quello interno, a danno dell'autotrasporto da e per l'Italia e, di rimando, delle imprese degli altri Stati membri”. Per Roma e Berlino si tratta di “una chiara discriminazione indiretta verso società straniere, che va contro i principi cardine del mercato unico dell'Unione europea".

Violazione della libertà di circolazione

Toninelli e Scheuer, nella comunicazione alla commissaria Bulc, "sottolineano peraltro come sia l'Italia che la Germania perseguano politiche di tutela dell'ambiente e della salute, anche con sforzi finanziari ed investimenti importanti che sarebbero fortemente influenzati in negativo dalle misure austriache di restrizione del transito dei camion". "Questa decisione, pertanto rappresenta, a nostro avviso, una violazione del principio della libera circolazione delle merci", concludono i due ministri.

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