L'Italia chiede aiuto all'Ue per le riforme: 36 casi in tre anni. E non è il solo Paese a farlo

Dall'integrazione dei rifugiati alla lotto alla corruzione spesso il nostro Paese ha bisogno del supporto di Bruxelles per migliorare le sue politiche pubbliche

L'Italia, come tutti gli Stati membri, deve mettere in atto una grande quantità di riforme decise in ambito comunitario. Ma non sempre il nostro paese è capace di farlo autonomamente e per questo ha bisogno di chiedere l'aiuto di Bruxelles: dal 2017 ad oggi il governo si è rivolto 36 volte alla Commissione nell'ambito del programma di sostegno alle riforme strutturali (Srsp).

Il sostegno all'Italia

Per esempio lo ha fatto per implementare il piano nazionale di integrazione dei rifugiati. Il supporto è servito per rafforzare la capacità amministrativa e stabilire le priorità nell'attuazione delle politiche di integrazione nonché per sviluppare una strategia di monitoraggio e valutazione degli interventi messi in atto. Ma Bruxelles ci ha anche aiutato ad innovare i meccanismi di assunzione nella pubblica amministrazione, a sviluppare e migliorare il coordinamento nazionale nella prevenzione della corruzione e a mettere in campo un modello per razionalizzare e semplificare i controlli sulle imprese.

Il programma in Europa

In tutto la Commissione europea ha ricevuto 609 richieste di sostegno nell'ambito del programma Srsp per il prossimo anno. Le richieste provengono da 27 Stati membri e riguardano una vasta gamma di settori per un costo totale stimato di 243,5 milioni di euro. “Promuovere programmi di riforma che rafforzano la resilienza economica e aiutano a prepararsi alle sfide future è della massima importanza per tutti gli Stati membri, soprattutto in questi tempi difficili per la crescita economica”, ha dichiarato il vicepresidente Valdis Dombrovskis. Dall'inizio del programma nel 2017, la richiesta di sostegno da parte dell'Srsp è stata in continua crescita: da soli sei Stati membri del primo anno ai 27 attuali.

I settori

Il programma copre una vasta gamma di settori che va dalle riforme della pubblica amministrazione, all'ambiente imprenditoriale, al mercato del lavoro, alla sanità, all'istruzione, ai servizi sociali, all'amministrazione delle entrate, alla gestione delle finanze pubbliche e alla riforma del settore finanziario. Il sostegno si basa sulla domanda ed è concepito su misura per lo Stato membro beneficiario. Dal suo lancio nel 2017 il programma ha già fornito sostegno a oltre 550 progetti in 26 Stati membri.

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