Iran, la Germania fa infuriare Trump: “Missione militare? Meglio di no, usiamo la diplomazia”

Berlino si oppone all’invio di soldati nello stretto di Hormuz per proteggere l’approvvigionamento di petrolio degli Stati occidentali. È il secondo 'no' tedesco in poche settimane ai piani militari del presidente Usa

La Germania si dice "riluttante" circa una sua partecipazione alla missione navale nello stretto di Hormuz, che divide le coste iraniane dalla Penisola arabica. Il ‘no’ tedesco è il primo vero semaforo rosso all’intervento militare di mare richiesto dagli Stati Uniti e al quale Francia e Regno Unito hanno già dato la loro disponibilità. Mandare i soldati per pattugliare lo stretto attraverso il quale passa un quinto del petrolio mondiale, a detta della portavoce di Angela Merkel, “potrebbe rendere tutto più difficile”, scatenando reazioni da parte dell’Iran

Diplomazia e accordo sul nucleare

Per Berlino è invece importante, sottolinea la portavoce Ulrike Demmer,  “perseguire il cammino della diplomazia e cercare il dialogo con l'Iran per raggiungere una de-escalation e per lavorare per la continuazione dell'accordo sul nucleare”. Accordo dal quale gli Usa di Donald Trump si sono chiamati fuori in modo unilaterale, nonostante la firma del patto con Teheran dell’allora presidente Barack Obama, mettendo in imbarazzo gli alleati europei che hanno creato i presupposti affinché si arrivasse a una soluzione diplomatica. 

Due 'nein' per Donald Trump

Si tratta del secondo ‘no’ in poche settimane di Angela Merkel alla Casa Bianca. A inizio luglio gli americani avevano infatti paventato l’invio di truppe in Siria per contribuire alla coalizione internazionale contro l’Isis. Nei piani di Washington le forze tedesche avrebbero sostituito i soldati statunitensi in ritirata dalla regione. Un’operazione non condivisa da Berlino, che non intende perseguire la via militare nella risoluzione delle crisi internazionali aperte in Medio-Oriente.

La diplomazia di AKK

L’approccio diplomatico tedesco viene ribadito della neo-ministra della Difesa, Annegret Kramp-Karrenbauer, che ha preso il posto di Ursula von der Leyen, oggi presidente della Commissione europea. La ministra soprannominata “AKK”, impegnata a Bruxelles in un incontro con il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, ha sottolineato che non è stata presa ancora alcuna decisione e che Berlino ha solo ricevuto “una prima richiesta generale degli Stati Uniti e degli altri partner internazionali per una possibile missione”. 

“Stiamo valutando questa richiesta - prosegue AKK - in stretta cooperazione con la Gran Bretagna e la Francia”. “Sulla base di questa valutazione complessiva prenderemo una decisione”, ribadisce con toni più pacati e possibilisti rispetto al ‘no’ arrivato da Berlino.

Ma prima di lei si era già espresso il vice cancelliere e ministro delle Finanze Olaf Scholz, sostenitore della linea diplomatica che non prevede l’invio di navi militari nella regione più incandescente dello scacchiere geopolitico mondiale. La posizione del partito della Merkel, la Cdu, trova il supporto anche dei partner di Governo del partito socialdemocratico.

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