Industriali Ue avvertono la May: Brexit senza accordo sarebbe fatale

Incontro oggi con rappresentanti di 15 paesi Ue. Marcegaglia, estremamente preoccupati per la lentezza dei negoziati.

Theresa May all'incontro gli in industriali europei. EPA/WILL OLIVER

Una Brexit "senza accordo sarebbe fatale per l'industria europea". A lanciare l'allarme, anzi a rilanciarlo, sono state le alte sfere degli industriali della Ue al termine dell'incontro di oggi con la prima ministra britannica Theresa May. "Gli imprenditori - ha affermato alla BBC Emma Marcegaglia, presidente di BusinessEurope - sono estremamente preoccupati della lentezza dei negoziati e la mancanza di progressi a solo un mese del decisivo Consiglio d'Europa di dicembre". "Gli imprenditori - ha aggiunto la ex numero 1 di Confindustria - vogliono evitare di trovarsi sull'orlo del precipizio, e chiedono un'intesa transitoria 'in stile status quo con la Gran Bretagna nell'unione doganale e il mercato unico, in quanto darebbe maggiori certezze a cittadini e imprenditori". Già la settimana scorsa, in vista dell'incontro, Joachim Lang, leader della Federazione dell'Industria tedesca (BDI), aveva avvertito che "il pericolo di una Brexit molto dura rimane alto".

Incontro con responsabili industriali di 15 paesi Ue

L'incontro di oggi, voluto da Downing Street per tranquillizzare i principali gruppi industriali europei ed in particolare per discutere sull'importanza di "mantenere e sviluppare forti connessioni fra i mercati europei e britannici" si sarebbe però trasformato in una cassa di risonanza delle preoccupazioni che serpeggiano nel tessuto produttivo del vecchio continente per come si stiano sviluppando i negoziati di uscita del Regno unito dal club comunitario. Secondo la CBI, la Confederazione delle industrie britanniche, presente all'incontro, molte compagnie stanno già preparando piani di emergenza nel caso, non tanto ipotetico, di una Brexit senza accordo con la Ue. All'incontro hanno partecipato esponenti di associazioni di industriali di 15 paesi, tra cui Italia, Francia, Germania, Spagna, Olanda, Irlanda, Svezia, Polonia e Repubblica Ceca.

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