“Stop all'immigrazione illegale”, la Germania chiede la selezione dei rifugiati ai confini Ue

Berlino vuole una nuova agenzia europea con il compito di vagliare le domande d'asilo e decidere a priori chi non ha diritto di passare la frontiera. Il partito della Merkel respinge le richieste della minoranza interna di chiudere le porte ai naufraghi soccorsi nel Mediterraneo

Esaminare le domande dei richiedenti asilo prima che questi arrivino in Europa e chiudere le porte a chi non ha diritto di arrivare. È questa l’idea di fondo del nuovo piano di gestione dei migranti che la Germania intende proporre agli altri Stati dell’Unione. L’obiettivo è quello di contrastare “in maniera molto più rigorosa” l’immigrazione illegale, senza però venir meno ai doveri di protezione dei rifugiati. È quanto afferma il quotidiano Die Welt, che cita un documento del ministero dell'Interno tedesco. Il testo prevede l'introduzione dell'obbligo di esame preliminare delle domande di asilo già alle frontiere esterne dell'Ue, compito che sarà di competenza di un'agenzia europea da istituire allo scopo. 

I "bocciati" rimangono fuori

Le richieste di protezione internazionale irricevibili o infondate dovrebbero invece essere respinte già ai confini esterni dell’Ue, impedendo al richiedente asilo “bocciato” di attraversare le frontiere. Rispetto al sistema attuale, che prevede la possibilità di fare domanda quando si è già arrivati nel Paese d'accoglienza, si eliminerebbe il problema dei rimpatri di chi ha fatto domanda ma è stato respinto dalle autorità nazionali. Su scala europea, a meno del 40% dei richiedenti asilo viene riconosciuta una forma di protezione, mentre la gran parte delle domande viene rigettata

Più fondi a Frontex

“La politica migratoria è il tema centrale dell'Ue sul piano interno”, ha recentemente dichiarato il ministro dell'Interno Horst Seehofer, “e abbiamo bisogno di un nuovo inizio in materia”. Secondo Seehofer, “la protezione dei confini esterni dell'Ue deve essere migliorata con urgenza rafforzando l'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera (Frontex, ndr)”.

Rottamare Dublino

Per il ministro dell'Interno tedesco, il regolamento di Dublino, cioè la normativa europea che disciplina la procedura d'asilo, “deve essere sostituito stabilendo precise responsabilità per l'esame delle richieste di protezione internazionale” e “l'immigrazione illegale in Europa deve essere efficacemente impedita”. 

Assitenza per i rifugiati uguale in tutta Europa

Nel documento del ministero dell'Interno tedesco si propone inoltre che i sussidi sociali e abitativi per i rifugiati siano resi disponibili esclusivamente dallo Stato di accoglienza. Allo stesso tempo, le prestazioni sociali dovrebbero essere, “per quanto possibile, finanziate a livello europeo, ma indicizzate al diverso costo della vita negli Stati membri”. L'obiettivo è “un'eguaglianza relativa” dei sussidi per i rifugiati nell’Ue.

Merkel protegge l'accordo con Italia, Francia e Malta

Se il piano del Governo di Berlino può essere avvertito come una stretta sull’immigrazione, di certo non si può dire altrettanto della recente decisione presa dai vertici della Cdu (Unione cristiano-democratica). Il partito di Angela Merkel ha infatti respinto una mozione presentata dalla corrente di destra della formazione di Governo per chiedere il rifiuto di aiutare i Paesi mediterranei nel fronteggiare i flussi migratori. In base all’accordo raggiunto da Berlino con Italia, Francia e Malta - ma mal digerito dall’ala conservatrice della Cdu - la Germania dovrebbe accogliere una quota forfettaria di profughi soccorsi nel Mediterraneo centrale.

La polemica con la corrente di destra della Cdu

Il ‘no’ alla mozione della destra del partito, secondo quanto riferito dalla stampa tedesca, è stato accompagnato dalle polemiche tra i vertici della formazione di Governo e la corrente più conservatrice, riunita sotto le insegne dell’Unione dei valori. I dirigenti della Cdu avrebbero chiesto alla minoranza interna una "coerente conformità" alla normativa in materia di rifugiati, sia internazionale sia interna. All'Unione dei valori viene fatto notare che, nel quadro del meccanismo di emergenza concordato da Germania, Italia, Francia e Malta, sono finora arrivati in territorio tedesco “meno di un centinaio di profughi”. Infine, i vertici dell'Unione cristiano-democratica si dicono "favorevoli a regole chiare sui trafficanti di esseri umani", notando come queste siano "già messe in pratica" dal governo federale.

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