Il progetto di Mogol per l'Africa: “Creare lavoro con l'agricoltura biologica e i fondi Ue”

Giulio Rapetti, paroliere di alcuni dei più grandi successi della musica italiana, al Parlamento di Bruxelles per presentare la sua iniziativa: “Il Vaticano mi ha incoraggiato ad andare avanti”

Mogol al Parlamento Ue

Una società partecipata dall'Ue e da aziende europee per promuovere l'agricoltura biologica in Africa. I cui ricavi andranno per il 70 per cento ai lavoratori. E' questo, in estrema sintesi, il progetto che Giulio Rapetti, in arte Mogol, ha presentato ieri al Parlamento europeo a Bruxelles in occassione di una conferenza sul futuro dell'Africa.

Un progetto che Mogol indirizza prima di tutto all'Unione europea, affinché metta a disposizione i fondi necessari alla sua realizzazione. “L'intento è quello di consentire ai paesi africani di creare posti di lavoro consentendo ai loro cittadini di potere aveve un futuro li' dove sono nati e cresciuti”.

Il progetto

Mogol non espone cifre ma il progetto è ambizioso. “Tutto parte dalla creazione di una società per azioni, la A2-Africa Agriculture, finanziata dall'Ue e partecipata  al 51% dalla stessa Unione europea e al 49% da privati, grandi società agricole europee selezionata attraverso un bando”, spiega Mogol. Missione della A2 sarà lo sviluppo di aziende operanti nel campo dell'agricoltura biologica in Africa attraverso appositi accordi con i paesi africani. “I migranti che saranno assunti da queste aziende riceveranno una casa e il 70% dei guadagni derivanti dalla vendita dei prodotti agricoli”, specifica Mogol.

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Il progetto, stando alle parole di Rapetti, ha avuto la “benedizione” del Segretario di Stato del Vaticano, il cardinale Parolin. “Ringrazio il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani – ha aggiunto Mogol – Grazie a lui ho potuto portare all'attenzione dell'Ue questo mio progetto”.

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