Quotidiano comunista in crisi, in aiuto anche politici di destra

Julien Dive, esponente di spicco dei Repubblicani: “Un monumento del panorama giornalistico di Francia, importante che le persone leggano anche opinioni con cui non sono d'accordo”

Da Fb

Libertà di stampa e democrazia. Concetti che in Francia devono conoscere molto bene, visto che l’estrema destra ha preso a cuore una causa ‘di sinistra’. Il quotidiano comunista L’Humanité è in crisi e a rischio fallimento, ma tutti si mobilitano per salvare una testata storica e per questo, al netto delle idee e dei punti di vista, patrimonio culturale della Repubblica.

Fondato nel 1904, l’Humanité è diventato organo ufficiale del Partito comunista francese nel 1920, come in Italia era la vecchia Unità per il Pci, ma a differenza del giornale italiano è rimasto sempre su posizioni di sinistra radicale. Complici la diminuzione delle vendite e il calo della pubblicità adesso naviga in cattive acque, e ha chiesto ai lettori di sostenere la battaglia per la sopravvivenza. L’Humanité “rappresenta il movimento operaio, la sinistra, la storia della Francia e della repubblica, la resistenza e anche una sorta di indipendenza francese: durante le proteste per opporsi alla partecipazione della Francia alla guerra in Iraq, il giornale sosteneva questa posizione”, ha dichiarato al Guardian il direttore del giornale Patrick Le Hyaric secondo cui “che tu sia di destra o di sinistra, puoi vedere che se L'Humanité scompare, una parte della Francia scomparirà con essa: il pluralismo delle opinioni, il confronto delle idee".

La storia ha fatto breccia anche negli ambienti della destra francese. Tra le persone ad aver sottoscritto l’abbonamento e fatto una donazione al giornale, anche Julien Dive, politico del partito gollista I Repubblicani. Il motivo? L’importanza di difendere il pluralismo, oltre che “un monumento del panorama giornalistico di Francia”. A suo avviso la copertura del giornale è sempre stata "appassionata e diversa" aggiungendo che è importante chele persone leggano opinioni con cui non sono necessariamente d'accordo. Dalla Francia giunge dunque una lezione di democrazia e dei suoi fondamenti. Certo, l’intervento di Dive da solo non basterà a salvare la storica testata francese. Ma in tempi in cui Stati membri dell’Ue mettono in discussione giornalisti e libertà di stampa, il gesto assume anche un altro significato.

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