Portogallo e Grecia, la sinistra anti-austerity alla prova del voto

Per Costa e Tsipras sarà un importante test in vista delle elezioni politiche previste nei due Paesi a ottobre

Tsipras e Costa - foto Consiglio europeo

Le elezioni europee saranno un banco di prova per due dei governi di sinistra d'Europa che hanno provato ad opporsi alle politiche di austerità volute dall'Unione europea: Grecia e Portogallo. I due Paesi hanno dovuto mettere in atto in passato duri pacchetti di riforme, soprattutto il primo, nel tentativo di rimettere in ordine i conti pubblici e ora ne stanno uscendo con risultati incoraggianti, soprattutto il secondo. Per i due Paesi il verdetto più importante sarà però ad ottobre, quanto in entrambi gli Stati si svolgeranno invece le elezioni nazionali.

Grecia

Nel 2014 le europee in Grecia furono un giudizio soprattutto sull'Europa, con il Paese nel bel mezzo del secondo Piano di salvataggio. L'affluenza alle urne fu addirittura del 60% a fronte di una media europea del 43. Fu allora che per la prima volta Syriza arrivò primo con il 26,5% delle preferenze che aprirono poi la porta al successo anche alle politiche dell'anno successivo con Alexis Tsipras che diventò capo del governo grazie a una coalizione con il piccolo partito di destra Anel. Da allora però le cose sono cambiate non poco. Il leader della sinistra radicale, dopo aver condotto una battaglia contro l'austerità, e aver portato il Paese a un referendum sulle riforme richieste da Bruxelles, ha alla fine accettato un terzo Piano di salvataggio, seppur dopo una strenua lotta con l'Eurogruppo, che ha mitigato le misure richieste al paese in cambio di un prestito per salvarlo dalla bancarotta.

Tsipras moderato

Tsipras si è mostrato più moderato di quello che si credesse e alla fine ha comunque messo in atto diverse misure di austerità e privatizzazioni, che hanno creato fratture anche tra i suoi. Il piano ora è terminato e l'economia sta tornando lentamente a crescere. “A volte è necessario che passi del tempo tra quando si prendono decisioni cruciali e quando le persone si rendano conto dei cambiamenti avvenuti, soprattutto in economia. E io credo che ora si inizino a vedere i benefici della ripresa”, ha detto al Financial Times questa settimana Tsipras.

I sondaggi

Se i greci avranno notato questi benefici è tutto da vedere. Al momento i sondaggi danno in testa i popolari di Nuova Democrazia, che tornerebbero ad essere il principale partito del Paese con il 34% dei consensi, mentre Syriza sarebbe solo secondo con il 26%. Ma è dal 2016 che i sondaggi danno Tsipras secondo, e addirittura davano la vittoria del si all'accordo con l'Europa nel referendum del 2015, quindi vanno presi sempre con le pinzette. Al terzo posto è dato Kinal, il Movimento per il Cambiamento, una coalizione nata lo scorso anno dalle ceneri dell'ormai impopolare Pasok, il partito socialista che è ritenuto uno dei responsabili del collasso del Paese. Gli ultimi due partiti che dovrebbero riuscire ad eleggere dei deputati dovrebbero poi essere quelli posizionati ai due estremi dello spettro politico, il Partito comunista ellenico e i neofascisti di Alba Dorata. Non dovrebbe invece superare la soglia del 3% il Fronte europeo di disobbedienza realistica, il partito dell'ex ministro delle Finanze, Yanis Varoufakis, dato sotto il 2%.

Il Portogallo

Dopo anni di austerità il Portogallo di António Costa ha scelto un cammino diverso da quello della Gracia. Certo la situazione era meno drammatica ma il socialista, che è andato al governo nel novembre 2015 grazie a un accordo con i partiti della sinistra radicale e verde, ha deciso di sfidare Bruxelles aumentando la spesa pubblica e facendo crescere inizialmente il deficit oltre gli obiettivi concordati con l'Europa. I risultati gli hanno dato ragione e la disoccupazione nel Paese è ora dimezzata al 6,7 per cento e dopo gli sforamenti iniziali il deficit è stato riportato a livelli di sicurezza e addirittura potrebbe essere eliminato quest'anno per la prima volta in oltre 40 anni.

Costa apprezzato a Bruxelle

Costa è riuscito anche a conquistare la fiducia dei colleghi a Bruxelles e il Portogallo sotto la sua guida è riuscito a strappare la presidenza dell'Eurogruppo, da sempre uno dei guardiani dell'austerità, affidato al suo ministro delle Finanze Mário Centeno, un politico apprezzato addirittura dal falco Wolfgang Schäuble, ex ministro delle Finanze tedesco, che lo definì il “Cristiano Ronaldo” dei suoi omologhi.

I sondaggi

E i sondaggi lo danno i socialisti saldamente in testa con oltre il 30%, seguiti dai socialdemocratici, che nel Paese iberico sono un partito popolare, intorno al 25%. Al terzo posto dovrebbero assestarsi entrambi intorno all'8% i due partiti della sinistra radicale, il Bloco de Esquerda e la Coalizione Democratica Unitaria. Un altro segnale del consenso popolare verso questo governo.

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