In Grecia è di nuovo emergenza migranti, campi profughi al collasso

Gli sbarchi quest'anno sono stati oltre 45mila, più di Italia, Spagna e Malta messi insieme. A Lesbo 13mila rifugiati in una struttura pensata per 3mila. Oxfam: “È il fallimento delle politiche migratorie europee degli ultimi anni”

Rifugiati a Lesbo - foto Ansa EPA/STRATIS BALASKAS

Con l'attacco turco contro i curdi nel nord della Siria, che non sta facendo altro che peggiorare una situazione già drammatica, i contraccolpi dell'invasione si sentiranno presto anche in Europa. In Grecia la situazione dei campi profughi è di nuovo esplosiva a causa di sbarchi record nel mesi di agosto e settembre.

Lesbo al collasso

Sulle isole del Paese sono arrivate oltre 18 mila persone, soprattutto famiglie siriane e afghane, più del doppio di quelle arrivate nello stesso periodo un anno fa. Un numero record dal 2016, che va ad aggiungersi agli oltre 35 mila migranti respinti nello stesso periodo alla autorità greche e turche lungo la rotta del Mar Egeo. In alcuni campi, come quello di Moria a Lesbo, 13mila migranti sono costretti a vivere in condizioni disumane in una struttura con una capienza di soli 3mila posti. Per il 42% si tratta di minori tra i 7 e 12 anni, tra cui quasi 1mila non accompagnati.

L'allarme di Oxfam

È l’allarme lanciato da Oxfam con un nuovo report, che fotografa una situazione umanitaria disastrosa a oltre 3 anni e mezzo da quell’accordo tra Ue e Turchia, che sta intrappolando nelle isole greche, nel cuore dell’Europa, oltre 30 mila persone. “La situazione attuale a Lesbo e soprattutto nel campo di Moria rappresenta il fallimento delle politiche migratorie europee degli ultimi anni. Dopo i fatti delle ultime settimane, che hanno causato la morte di vittime innocenti, uomini, donne e bambini già vulnerabili vivono nella paura che nuovi episodi di violenza possano esplodere da un momento all’altro”, ha dichiarato Riccardo Sansone responsabile dell’ufficio umanitario di Oxfam Italia sottolineando come solo a Lesbo tra agosto e settembre sono arrivate 8.500 a fronte di una popolazione locale di 85 mila abitanti, una media di 140 al giorno.

Abbandonati a freddo e sporcizia

“La conseguenza inevitabile, a causa della mancanza di spazi all'interno del campo è che, con l’inverno alle porte, quasi la metà delle persone sono costrette a vivere nelle aree non ufficiali intorno all’hotspot, in tende improvvisate o direttamente all’aperto in mezzo alla sporcizia”, ha spiegato. La situazione è esplosiva anche da un punto di vista sanitario, dopo che ad agosto per la mancanza di personale sanitario sono state sospese le normali operazioni di screening medico e le vaccinazioni per i nuovi arrivati.

I migranti in Italia

Lontano dai nostri occhi in Grecia ci sono stati oltre 45 mila arrivi nel 2019, più che in Italia, Spagna e Malta. Secondo i dati contenuti nel rapporto 'Desperate journeys' dell'Unhcr, l'agenzia Onu per i rifugiati, sono 80.800 i migranti sbarcati in Europa nei primi nove mesi del 2019, in calo rispetto ai 102.700 dello stesso periodo del 2018. In Grecia i più numerosi: 46.100, contro i 37.300 dell'anno scorso; segue la Spagna (23.200, dimezzati rispetto al 2018), l'Italia (7.600, un terzo meno del 2018), Malta (2.700 contro 800) e Cipro (1.200, triplicati rispetto all'anno scorso). In Italia, considerando anche le prime due settimane di ottobre, gli sbarchi sono saliti a quota 8.700.

"L'Europa intervenga"

“I trasferimenti di migranti negli ultimi mesi sulla terraferma non si sono dimostrati sufficienti per compensare i nuovi arrivi, mentre il Governo greco non ha ancora rispettato la promessa di creare altri nuovi 10 mila posti in accoglienza sulla terra ferma”, ha aggiunto Sansone, chiedendo “prima che la situazione possa nuovamente sfuggire di mano”, all’Unione europea e al Governo greco “di intervenire per il trasferimento di migranti da tutti i campi sovraffollati che si trovano sulle isole greche, a partire dal campo di Moria, dove è fondamentale che vengano prima di tutto tutelati i diritti dei migranti più vulnerabili, come donne e bambini”.

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