Il "candidato italiano" di Macron indagato per una consulenza fittizia

L'ex sottosegretario dei governi Renzi e Gentiloni, Sandro Gozi, correrà alle prossime europee con la lista del presidente francese. Ma adesso dovrà anche rispondere alle accuse del Tribunale di San Marino

L'ex sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Sandro Gozi

E' stato il primo "straniero" a entrare nella lista che il presidente francese Emmanuel Macron sta ultimando in vista delle elezioni europee di maggio. E anche per questo, la sua candidatura aveva fatto il giro dei media Ue. Ma adesso una tegola giudiziaria potrebbe compromettere la corsa dalla Francia verso il Parlamento europeo dell'ex sottosegretario dei governi Renzi e Gentiloni, il dem Sandro Gozi: il suo nome è stato iscritto nel registro degli indagati del Tribunale Unico di San Marino. L'accusa è legata a una presunta "consulenza fantasma" di 220mila euro.

A darne notizia è l'Ansa. Insieme a Gozi è indagata anche Catia Tomasetti, presidente dal maggio scorso di Banca Centrale sammarinese. Secondo quanto scrive la stessa agenzia, Gozi e Tomasetti "con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso", avrebbero indotto "il consiglio direttivo di Banca centrale di San Marino a stipulare un contratto con Gozi per una consulenza rivelatasi poi fittizia".

"La consulenza - scrive sempre l'Ansa - secondo la task-force della polizia giudiziaria coordinata dal magistrato in un'indagine partita in seguito a un esposto lo scorso dicembre, aveva come oggetto l'adeguamento normativo sammarinese per armonizzare i rapporti con l'Ue e con le istituzioni estere. Stando all'accordo la consulenza sarebbe stata pagata a Gozi 120 mila euro, con pagamenti mensili da 10 mila euro più un rimborso spese e una 'success fee' da 100 mila euro a sottoscrizione dell'accordo con l'Ue, a prescindere dal fatto che che Gozi vi avesse contribuito o meno".

Secondo la ricostruzione fatta dagli inquirenti, sarebbe stato Gozi, quando era sottosegretario, ad aver presentato all'allora ministro alle Finanze sammarinese, Simone Celli, la riminese Catia Tomasetti come possibile candidata alla presidenza dell'istituto di vigilanza bancaria sammarinese. Tomasetti fu poi eletta dal parlamento sammarinese. Nel giugno dello scorso anno tra i suoi primi atti aveva quindi proposto la nomina di Gozi come consulente. Stando alle indagini, da presidente aveva poi omesso di informare il consiglio direttivo di Banca centrale dei pregressi rapporti con Sandro Gozi, il quale "già in passato - scrivono dal Tribunale di San Marino - si era adoperato perché la Tomasetti ricevesse incarichi presso istituti bancari italiani quali Cassa di Risparmio di Ferrara, ora in liquidazione coatta e amministrativa, e Cassa di Risparmio di Cesena, incorporata nel 2018 dal gruppo Crédit Agricole Cariparma".

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