A Bruxelles scoppia il caso Goulard: “Prendeva 12mila euro al mese da think-tank americano”

La candidata di Macron alla Commissione Ue sotto accusa per il ruolo di special advisor per il Berggruen Institute. L’ex ministra francese della Difesa in passato si dimise per un’inchiesta (dalla quale è stata scagionata) su presunte assunzioni fittizie

Sylvie Goulard

Eurodeputata, numero due della Banca centrale francese e ministra della Difesa. Il livello del curriculum politico di Sylvie Goulard, designata dal Governo francese come commissaria Ue, rimane uno dei più alti tra i candidati a far parte della squadra guidata da Ursula von der Leyen. Ma le più feroci critiche alla prescelta di Emmanuel Macron arrivano proprio dalla stampa francese, che si è affrettata a mettere in risalto anche i lati oscuri del cursus honorum della Goulard. Non proprio immacolato, secondo i giornalisti di Liberation, che ricordano una “collaborazione piuttosto saltuaria” svolta dalla Goulard per due anni, “remunerata però fra i 12mila e i 13mila euro al mese”. 

L'incarico per il think-tank americano

Si tratta del ruolo di “special advisor” per il Berggruen Institute, un think-tank americano che “sviluppa idee per dare forma alle istituzioni politiche e sociali”, fondato dall’investitore multimiliardario e filantropo Nicolas Berggruen. “Per 27 mesi in totale al think-tank, la Goulard - scrive Liberation - ha incassato fra i 324.000 e i 350.000 euro, che si aggiungevano agli 8.700 euro mensili del suo stipendio da eurodeputata”. 

Al Berggruen collaborano fra gli altri Jacques Delors, Tony Blair, Mario Monti, Alain Minc, Jean Pisani-Ferry, Pascal Lamy e molti altri intellettuali europei. La Goulard ha avuto il compito di “partecipare all'organizzazione di conferenze a Parigi e Madrid, di una tavola rotonda a Bruxelles e di altre riunioni”, preparando “rapporti” e “note di lavoro”. Liberation ha cercato sul sito dell'istituto, dove risulta la partecipazione della Goulard a due incontri a Parigi e Madrid, ma soltanto il secondo si svolse mentre lei era coperta dal contratto di collaborazione. Nella tavola rotonda di Bruxelles (dicembre 2014), preparò due testi, uno dei quali di 15 pagine, co-firmato da Mario Monti.

Le dimissioni

La politica 54enne è stata inoltre ministra della Difesa, ma si dimise dal primo governo di Edouard Philippe a seguito dell'apertura di un’inchiesta relativa a presunte assunzioni fittizie di assistenti parlamentari. Accusa dalla quale è stata riconosciuta non colpevole dal Parlamento europeo, in quanto “ci sono delle irregolarità amministrative minori, non sistematiche e non intenzionali”, ha detto un portavoce dell’Eurocamera. “Il rimborso relativo a questa vicenda è stato effettuato”, si sottolinea.

L'esperienza internazionale

Il Governo francese in un comunicato afferma che la Goulard - che parla correntemente italiano - ha “un'esperienza europea” unanimemente riconosciuta e “la capacità di ricoprire un ruolo di primo piano in seno alla Commissione”, che sarà presieduta dalla tedesca Ursula Von der Leyen.

È stata consigliera politica fra il 2001 e il 2004 dell'allora presidente della Commissione europea, Romano Prodi, seguendo i lavori della Convenzione europea in vista della redazione della Costituzione europea. Nel 2013 ha pubblicato un libro scritto assieme a Mario Monti dal titolo “La democrazia in Europa”.

A Bruxelles fu tra i fondatori del Gruppo Spinelli insieme a Guy Verhofstadt e Daniel Cohn-Bendit. Dal 2016 aderisce al movimento di Emmanuel Macron “En Marche!”. 

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